Rapporto sui risultati

Consultazione 2007/108: Protocollo II concernente l'estensione dell'Accordo sulla libera circolazione delle persone del 21 giugno 1999 ai due nuovi Stati membri dell'UE, Romania e Bulgaria · 5 pagine

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conferiscono la massima importanza a un’informazione chiara e oggettiva dell’opinione pubblica.

3 Risultati della consultazione presso i partiti politici

Concretamente si sono espressi il PPD, il PLR, il PS, l’UDC, il PLS e i Verdi. Tutti i partiti, fatta eccezione per l’UDC, approvano l’estensione dell’Accordo alla Bulgaria e alla Romania e si dicono soddisfatti dei risultati ottenuti grazie ai negoziati e soprattutto dei termini concordati per un’apertura graduale e controllata del mercato del lavoro, come anche della clausola di salvaguardia speciale che consente di reintrodurre dei contingenti in caso di un aumento massiccio dell’immigrazione in provenienza da questi due Paesi. Vengono sottolineate anche le esperienze positive maturate con l’Accordo e la sua estensione ai dieci Paesi che hanno aderito all’UE nel 2004. L’immigrazione proveniente dall’UE è avvenuta in modo controllato, senza un dumping salariale sistematico e soddisfa le esigenze della nostra economia. Bisogna evitare di rimettere in discussione, rifiutando l’estensione dell’ALC alla Bulgaria e alla Romania, il successo ottenuto grazie agli Accordi bilaterali I, di cui l’ALC costituisce un elemento chiave per la crescita dell’economia svizzera, poiché ha permesso l’arrivo di lavoratori comunitari qualificati e l’accesso a un vasto mercato comune. Il rinnovo dell’Accordo e la sua estensione a questi due nuovi Stati membri dell’UE rafforzano la via bilaterale nella forma voluta dal popolo svizzero.

In aggiunta alle considerazioni appena esposte il PPD ritiene che, come non sono ammesse discriminazioni fra i Cantoni, non è ammissibile nemmeno trattare i membri dell’UE diversamente gli uni dagli altri. Constata che, in seguito all’introduzione graduale della libera circolazione delle persone, i salari minimi corrisposti laddove il rischio di dumping è maggiore sono complessivamente aumentati. Rileva che la manodopera indigena non è stata esposta ad alcun pericolo e che nel settore delle assicurazioni sociali non sono stati individuati abusi (turismo sociale). Il PPD non chiede di introdurre nuove misure d’accompagnamento, ma di armonizzare i controlli, di abbandonare la prassi degli avvertimenti e di aumentare le multe e il numero di ispettori del lavoro per riuscire a incrementare i controlli del 25 per cento. Ritiene che l’allargamento dell’UE offra una garanzia di stabilità, di sicurezza e di crescita economica cui la Svizzera deve partecipare. Considerata l’evoluzione demografica nel nostro Paese, sarà infatti possibile occupare i 10 000 posti di lavoro di cui avremo bisogno al momento in cui entrerà in vigore la libera circolazione delle persone con la Bulgaria e la Romania. Il PPD riconosce la necessità di affrontare seriamente i problemi di sicurezza. Inoltre, nonostante l’efficacia degli accordi di riammissione con questi due Paesi, in vista del loro consolidamento il Consiglio federale deve informare il popolo svizzero sulle trattative e gli sviluppi in corso.

Il PLR giudica peraltro fondamentale proseguire sulla stessa via, che ha dato buoni risultati, ed evitare di mettere a repentaglio l’insieme degli accordi settoriali rifiutando l’estensione dell’Accordo (clausola ghigliottina). Ritiene che il lungo regime transitorio ottenuto nei negoziati e le misure vigenti che consentono di evitare abusi sociali depongano a favore dell’approvazione del protocollo. Secondo il PLR non è necessario creare nuove misure d’accompagnamento. Afferma che la loro applicazione può invece essere ulteriormente migliorata, analogamente a quella delle misure di protezione vigenti.

Il PS sottolinea che le disposizioni transitorie concordate nel protocollo II consentono di tutelare adeguatamente il nostro mercato del lavoro. Lo stesso vale per l’acquisto di beni immobili e il settore della sicurezza sociale. Laddove i negoziati proseguiranno (riconoscimento dei diplomi, accordi di riammissione) il PS auspica progressi rapidi e una soluzione che consenta di chiarire la situazione prima di un eventuale voto popolare. Giudica che l’aumento del potere d’acquisto e il recupero economico in atto in Bulgaria e in Romania ne facciano dei mercati interessanti per le nostre imprese. Già attualmente le esportazioni verso la Bulgaria e la Romania generano un attivo commerciale che supera il mezzo miliardo di franchi. Il PS accorderà il proprio sostegno al rinnovo dell’Accordo e alla sua estensione ai due nuovi Stati