Rapporto esplicativo
Consultazione 2007/121: Norma complementare al freno all'indebitamento · 46 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 35Fedlex · Rapporto esplicativo
straordinarie non possono più determinare un aumento durevole del debito della Confederazione. A più lungo termine il debito della Confederazione potrebbe aumentare soltanto a motivo dei mutui di tesoreria concessi all'infuori del conto di finanziamento (ad es. a favore dell'assicurazione contro la disoccupazione) oppure a motivo di transazioni di bilancio (ad es. in ambito di gestione del debito da parte della Tesoreria della Confederazione).
3.2 Ripercussioni per i Cantoni e i Comuni
Il presente progetto non ha ripercussioni dirette sulle finanze dei Cantoni e dei Comuni. A titolo di effetto collaterale positivo la norma complementare è apportatrice di una maggiore prevedibilità del bilancio della Confederazione. Ne approfittano anche gli altri bilanci pubblici. La norma complementare determina d'altro canto una politica finanziaria tendenzialmente più restrittiva da parte della Confederazione. I deficit del bilancio straordinario dovrebbero essere compensati per il tramite di eccedenze strutturali del bilancio ordinario. La norma complementare non prescrive le modalità di realizzazione di eccedenze strutturali. Dato che i riversamenti ai Cantoni e ai Comuni assorbono circa un terzo del bilancio della Confederazione è comunque inevitabile che eventuali riduzioni delle uscite tocchino anche questi settori, fermo restando che bisogna rinunciare a mere traslazioni di oneri. A più lungo termine si può supporre che la norma complementare contribuisca a tutelare un sufficiente margine di manovra alla politica finanziaria e ad avviare tempestivamente misure correttive.
3.3 Ripercussioni per l'economia
La Costituzione federale prescrive che la Confederazione deve prendere provvedimenti per un'equilibrata evoluzione congiunturale (art. 100). Il freno all'indebitamento è strutturato in maniera che ne risulti una politica finanziaria anticiclica passiva. Nella fasi di recessione sono ammessi deficit, mentre nelle fasi di ripresa devono essere generate eccedenze. Nell'ambito della norma complementare l'equità congiunturale è garantita dalla posteriorità e dalla flessibilità della normativa25. Grazie alla posteriorità, i disavanzi del conto di ammortamento non possono essere eliminati finché il conto di compensazione è in negativo. Una simile situazione dovrebbe soprattutto verificarsi nella fasi di recessione, dove si sa per esperienza che le entrate sono sopravvalutate. Nell'ipotesi che il conto di compensazione non ridivenga negativo all'inizio di una fase di recessione, la flessibilità della norma complementare consente di adeguare gli importi di ammortamento alla situazione congiunturale all'interno del termine fisso di ammortamento. Non sono di massima neppure escluse misure attive di politica congiunturale. Anche le uscite straordinarie corrispondenti devono comunque essere compensate a medio termine.
Se la norma complementare dovesse ostacolare gli investimenti degli enti pubblici questa circostanza si ripercuoterebbe negativamente sulla crescita economica. La norma complementare è nondimeno neutrale rispetto alle priorità della politica finanziaria. Come il freno all'indebitamento essa traccia unicamente l'ambito della politica finanziaria. Essa accorda al Parlamento un margine di manovra all'interno
25 Cfr. n. 1.5.3.