Rapporto sui risultati

Consultazione 2007/76: Programma Nazionale Alcol 2008 - 2012 (PNA) · 61 pagine

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dell’attuale situazione giuridica in materia di tutela della gioventù in questo campo: alcune disposizioni basilari sono di difficile applicazione e le regolamentazioni a livello cantonale sono molto diverse tra loro. La Commissione ipotizza pertanto una tutela della gioventù disciplinata sul piano legislativo dal diritto federale. Del resto, non condivide l’opinione che le basi legali bastino a garantire una politica di prevenzione ottimale, rilevando un parziale conflitto tra gli interessi politici alla prevenzione e quelli economici. Tale situazione andrebbe definita con maggiore chiarezza e dovrebbe servire da base per sviluppare differenti opzioni politiche. Tra le associazioni giovanili, anche pro juventute ritiene che le disposizioni in materia di tutela della gioventù siano dispersive e troppo poco trasparenti. Per questa ragione, propone di recepire entro il 2012 la tutela della gioventù nel diritto federale, inserendola tra gli elementi di una legge quadro per una politica svizzera dell’infanzia e della gioventù.

Sono state inoltre formulate due osservazioni. L’Unione delle Città svizzere sostiene che vi

siano sconcertanti sovrapposizioni con le aree di intervento 3 e 4 e chiede quindi di verificare se non sia possibile raggruppare tutte le misure volte a limitare la disponibilità di bevande alcoliche in una specifica area di intervento. Tra le associazioni giovanili, la FSAG ritiene che le aree di intervento 4 e 8 non siano chiaramente distinte l’una dall’altra e che potrebbero eventualmente essere raggruppate.

Misura 08.01: Introduzione di direttive sull’obbligo di presentare un documento d’identità per l’acquisto di bevande alcoliche.

22 pareri si sono espressi su questa misura.

La maggioranza dei pareri (13 su 22) approva la misura. Tra le organizzazioni del settore,

l’ANCV, Denner, la Société des encaveurs de vins suisses e l’Associazione svizzera del commercio dei vini la appoggiano solo se riferita a clienti per i quali sussiste un dubbio circa l’età.

CI CDS, Coop e Denner osservano che, di norma, i test d’acquisto danno esito positivo per i commercianti al dettaglio, a comprova del fatto che ai giovani viene già chiesto di esibire un documento d’identità. Coop e CI CD ritengono che eventuali direttive settoriali vincolanti potrebbero essere un ottimo strumento per convincere i negozi e i punti vendita che finora non hanno applicato in modo sistematico il principio di tutela della gioventù. Nella maggior parte dei casi si tratterebbe di piccoli esercizi la cui esistenza dipende, tra l’altro, dalla vendita di bevande alcoliche.

L’Unione petrolifera afferma che la misura è già attuata nei negozi delle stazioni di servizio e che ha portato a una drastica riduzione delle vendite illegali di alcol ai giovani. L’obiettivo è quello di contenere tra il 10 e il 20% il numero di casi che sfuggono ai controlli. L’Unione petrolifera è quindi favorevole a ulteriori sforzi in questo senso, purché siano sostenibili in pratica e non comportino costi supplementari sproporzionati. Non esclude la possibilità di intensificare la collaborazione con il settore pubblico, ma precisa di essere contraria e di ritenere inutili eventuali altre restrizioni che tocchino tutti i consumatori e non solo i giovani.