Rapporto sui risultati
Consultazione 2007/76: Programma Nazionale Alcol 2008 - 2012 (PNA) · 61 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 45Fedlex · Rapporto sui risultati
22 pareri si sono espressi su questa misura.
Le opinioni in merito sono discordi. Una parte dei pareri (5 su 22) approva la misura. L’Unione delle Città svizzere, la Città di
Zurigo e, tra le organizzazioni di polizia, la CDPCS riconoscono l’importanza di una formazione specifica che andrebbe regolamentata a livello di contratto di lavoro e vincolata, possibilmente, al rilascio della licenza per la vendita di alcol. Secondo queste organizzazioni, è fondamentale estendere l’obbligo anche i gestori dei punti vendita per evitare che, in caso di violazioni, le colpe vengano semplicemente scaricate sui dipendenti. Tra le organizzazioni che si occupano di dipendenze e salute, l’upi ritiene che il personale abbia bisogno di un sostegno supplementare in quanto confrontato quotidianamente a richieste in conflitto tra loro (obiettivi di vendita contro restrizioni).
Una parte dei pareri (6 su 22) esprime riserve. Si tratta esclusivamente di organizzazioni del settore. Coop considera utile la formazione, ma ritiene eccessivo e inapplicabile il fatto che il personale di servizio e di vendita debba prestare particolare attenzione ai conducenti di veicoli. Denner osserva che la gestione dei clienti ubriachi è estremamente delicata e che, in determinate circostanze, può mettere a repentaglio l’incolumità fisica del personale. È quindi contraria a un eventuale divieto di vendita di alcol alle persone ubriache.
GastroSuisse e hotelleriesuisse esprimono, in linea di principio, la loro disponibilità a intavolare una discussione per individuare misure sensate e semplici da attuare. GastroSuisse rammenta, tuttavia, che buona parte del personale di servizio non ha assolto alcun tipo di formazione, che il turnover del personale è molto elevato e che la gestione degli ospiti ubriachi è estremamente problematica. L’organizzazione ricorda che in base alla LMI il ristoratore non è più obbligato a vantare una formazione o un certificato di capacità. Nella maggior parte dei casi ciò non costituisce un problema, in quanto il fenomeno del binge drinking non tocca la ristorazione. D’altro canto rileva che di norma né i ristoratori né il personale di servizio sanno se gli ospiti sono arrivati e/o intendono rientrare in auto. Inoltre, sempre secondo GastroSuisse, tentare di impedire a qualcuno di ripartire in auto è più che problematico e comporta il rischio di reazioni aggressive o addirittura violente. Lo Schweizer Brauerei-Verband si associa alle affermazioni di GastroSuisse.
La Swiss Retail Federation osserva che nella versione originaria non si parlava assolutamente di «estensione delle attuali offerte» ma aggiunge che, in linea di principio, sarebbe pronta a impegnarsi. La pratica presenta tuttavia notevoli difficoltà: il personale di vendita non può sapere se un cliente intende consumare l’alcol acquistato prima di mettersi alla guida di un veicolo. La Swiss Retail Federation è pronta a partecipare alla fase di attuazione assumendo responsabilità direttive, a condizione di essere informata per tempo e coinvolta nel processo. Non accetta per contro di farsi carico della responsabilità di imporre le disposizioni, visto in particolare che non ha poteri direttivi nei confronti dei propri associati e che molti dettaglianti non fanno parte dell’associazione. La sua collaborazione è tuttavia subordinata alla rinuncia a misure ulteriori e sproporzionate.