Rapporto sui risultati

Consultazione 2007/76: Programma Nazionale Alcol 2008 - 2012 (PNA) · 61 pagine

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Pur asserendo di non avere la possibilità di imporre disposizioni di questo tipo ai propri associati, hotelleriesuisse approva la misura in forma di applicazione di norme aventi forza di legge ed è disposta a collaborare nell’elaborazione di eventuali direttive.

La Swiss Retail Federation osserva che nella versione originaria non si parlava assolutamente di «direttive a validità generale». In linea di principio accoglie con favore le direttive e i controlli rigidi in caso di dubbi, ma ritiene che le procedure da adottare e la formazione del personale debbano restare di competenza delle singole aziende. La Swiss Retail Federation è pronta a partecipare alla fase di attuazione assumendo responsabilità direttive a condizione di essere informata per tempo e coinvolta nel processo. Non accetta per contro di farsi carico della responsabilità di imporre le disposizioni, visto in particolare che non ha poteri direttivi nei confronti dei propri associati e molti dettaglianti non fanno parte dell’associazione. La sua collaborazione è tuttavia subordinata alla rinuncia a misure ulteriori e sproporzionate.

Una minoranza dei pareri (4 su 22) è contraria all’introduzione di direttive supplementari.

Si tratta soprattutto di associazioni mantello dell’economia e di organizzazioni del settore che disapprovano l’introduzione di nuovi impegni o sanzioni (Centre Patronal, Chambre vaudoise des arts et métiers, Communauté interprofessionnelle des vins de Genève, FSV).

Sono state inoltre formulate cinque osservazioni. Tra le organizzazioni del settore, Gastro-Suisse osserva che non ha la possibilità di imporre disposizioni del genere ai propri associati, rilevando inoltre che non tutti gli esercizi fanno parte dell’associazione. Ogni ristoratore decide autonomamente la propria politica commerciale e anche per questo GastroSuisse non intende emanare disposizioni di questo tipo. Oltracciò si chiede come mai sia stata coinvolta quale partner solo la FPC e non, ad esempio, anche il kf. Lo Schweizer Brauerei-Verband rinvia alle argomentazioni di GastroSuisse.

L’Unione delle Città svizzere, la Città di Zurigo e, tra le organizzazioni di polizia, la CDPCS invitano a riflettere sul fatto che l’obbligo di presentare un documento può essere aggirato semplicemente trovando un compagno dell’età giusta disposto ad acquistare gli alcolici per i più giovani. Per questa ragione la nuova legislazione in materia di sanità pubblica del Cantone di Zurigo vieta anche la cessione gratuita di alcolici. Sono esclusi dal divieto solo i detentori dell’autorità parentale. Secondo le organizzazioni citate, un divieto di questo tipo sarebbe auspicabile anche a livello nazionale.

Misura 08.02: Controllo sistematico dell’applicazione delle prescrizioni per la tutela della gioventù e sanzioni in caso di infrazione.

23 pareri si sono espressi su questa misura.

La maggioranza dei pareri (13 su 23) è favorevole alla misura.

Tra i Cantoni, AG osserva che esistono già diverse linee guida per l’esecuzione di test d’acquisto. Bisognerebbe vagliarle e condensarle in un’unica versione a livello nazionale. Un incarico in questo senso potrebbe essere affidato a un’istituzione specializzata (ad esempio l’ISPA). AG giudica