Rapporto sui risultati

Consultazione 2008/102: Disegno di modifica della legge sull'asilo e della legge federale sugli stranieri · 59 pagine

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1.2. Procedura di valutazione delle prese di posizione

Se i destinatari hanno comunicato una presa di posizione, senza però esprimersi su tutte le proposte di modifica, ciò viene valutato come consenso. Se si fa riferimento solo ad una o a due proposte di modifica, la presa di posizione viene indicata nella sezione "Nessuna osservazione" per le altre proposte di modifica. Se non è stata comunicata alcuna presa di posizione, ciò viene indicato al capitolo 2 (Elenco dei partecipanti).

Se i destinatari auspicano che le proposte su cui non hanno espresso commenti non siano annoverate tra i consensi o i rifiuti, ciò è riportato nella sezione "Nessuna osservazione".

1.3. Riassunto dei risultati della consultazione relativa alla modifica della legge sull’asilo (LAsi)

1.3.1. Osservazioni generali

La grande maggioranza dei Cantoni e anche la Conferenza delle direttrici e dei direttori dei dipartimenti cantonali di giustizia e polizia (CDCGP) sostengono le modifiche proposte che possono ridurre le domande di asilo abusive, accelerare le procedure e migliorare l’esecuzione. Si ritiene che con le modifiche proposte si aumenti l’efficienza della politica svizzera in materia di asilo senza per questo rinunciare alla tradizione umanitaria della Svizzera. Anche se le nuove proposte sono ampiamente giudicate opportune, alcuni dei Cantoni favorevoli (ad es. BE, GR, OW, ZG, ZH) esprimono dubbi circa la loro efficacia e necessità (ad es. FR, GR). Inoltre, alcuni Cantoni (ad es. BL, FR, GR, OW) reputano prioritario che le nuove proposte non incidano sulle spese e che non vi siano ulteriori riversamenti di costi dalla Confederazione ai Cantoni.

Alla luce della forte crescita del numero delle domande di asilo, anche il PPD e il PLR riconoscono la necessità della revisione. Si ritiene che gli abusi vadano severamente puniti anche in futuro. Anche i Cantoni, responsabili dell’applicazione e dell'esecuzione del diritto in materia di asilo e di stranieri, si vedrebbero già oggi confrontati con diversi problemi, ragion per cui il PPD richiede dei miglioramenti anche nell’ambito dell’esecuzione. L’UDC si dichiara d’accordo con le finalità delle modifiche proposte ma sottolinea come alcune di esse siano eccessivamente vaghe, causino incertezze giuridiche e vadano rese più severe. Inoltre, critica l’eccessivo ritardo delle proposte di revisione, che si sarebbero potute attuare già un anno fa con procedura urgente.

L’Unione svizzera delle arti e mestieri (USAM) parte dal presupposto che le modifiche proposte comportino dei risparmi per le finanze pubbliche ma deplora il fatto che la procedura d’asilo metta maggiormente in rilievo i singoli diritti procedurali dei richiedenti l’asilo. Sarebbe auspicabile che le autorità svizzere competenti in materia di asilo potessero attuare le proprie decisioni più agevolmente. I miglioramenti proposti nel campo procedurale sono sostanzialmente sostenuti anche dall'Unione delle città svizzere (UCS) e dall'Associazione dei Comuni Svizzeri (ACS). Si richiede altresì che siano messe a disposizione le relative risorse di personale e strumenti esecutivi efficienti.

Il Cantone NE, nonché PCS, PEV, I Verdi, PS, l'ACNUR, le istituzioni di soccorso, le organizzazioni non governative (ONG) e quelle religiose invece sostanzialmente respingono le modifiche proposte. Esse affermano che l’ultima revisione della LAsi e della LStr è entrata in vigore solo il 1° gennaio 2008 e che sebbene il numero di domande di asilo sia cresciuto, tale aumento non è allarmante. Di fronte al numero elevato di concessioni dell’asilo o di ammissioni provvisorie, si dovrebbe presupporre che le persone che presentano una domanda d’asilo siano prevalentemente quelle che hanno bisogno della protezione della Svizzera. Per questo l’argomentazione della lotta agli abusi sarebbe scorretta. A causa delle modifiche proposte e delle deroghe si dovrebbe temere che le procedure d’asilo diventino poco chiare e che le spese procedurali conseguentemente aumentino. Giudicano preoccupante il fatto che, sulla base di possibili risparmi finanziari futuri, si osservi solo il minimo del diritto internazionale, invece di difendere la tradizione umanitaria della Svizzera.

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