Rapporto esplicativo
Consultazione 2008/14: Modifica della legge sulla medicina della procreazione (diagnosi preimpianto) · 76 pagine
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1.2.3 Metodi di DPI/FIV
Per poter effettuare una DPI è necessario effettuare dapprima una fertilizzazione in vitro. In questo contesto, il metodo della fertilizzazione in vitro con DPI può essere grossolanamente articolato in cinque fasi:15 (1) stimolazione ormonale e ottenimento di oociti, (2) fecondazione extracorporea, (3) biopsia embrionale (prelievo, divisione)16, (4) diagnostica genetica e (5) impianto di uno o più embrioni sani.
- (1) Prima di tutto le ovaie vengono stimolate attraverso la somministrazione di ormoni per portare contemporaneamente a maturazione più follicoli. Mentre normalmente in ogni ciclo mestruale raggiunge la piena maturità un solo follicolo, attraverso la stimolazione artificiale delle ovaie vengono portati a maturazione fino a 15 follicoli. Una volta terminata la fase di stimolazione, che dura circa dodici giorni, viene effettuato il prelievo degli oociti dai follicoli. A questo scopo i follicoli vengono punti con un ago introdotto in vagina che aspira gli oociti.
- (2) Circa sei ore dopo la punzione dei follicoli vengono fecondati gli oociti; di regola, l'80 per cento circa di questi oociti si rivela inseminabile (cfr. allegato 2, tabella 1). Per l’inseminazione è possibile scegliere tra due procedimenti: nella fertilizzazione in vitro tradizionale, gli spermatozoi vengono messi in contatto con gli oociti in modo che la fecondazione avvenga da sé. Un metodo più innovativo è costituito invece dalla cosiddetta iniezione di sperma intracitoplasmatica, con cui si inietta uno spermatozoo direttamente in un oocita. Questo procedimento trova applicazione tra l’altro nei casi in cui occorre applicare successivamente la DPI, poiché in tal modo è possibile minimizzare il rischio di contaminazione da parte del DNA di terzi che potrebbe falsare la diagnosi.
Circa 16–18 ore dopo l'iniezione di sperma intracitoplasmatica viene effettuato un controllo visivo della fertilizzazione. Quest’ultima si considera riuscita se in quel momento nell’oocita sono visibili due pronuclei di dimensioni all’incirca identiche.17 Nella LPAM (art. 2 lett. h), l’oocita fecondato prima della fusione dei nuclei è definito oocita impregnato. Il 70 per cento delle cellule inseminabili si sviluppa fino a divenire un oocita impregnato (cfr. allegato 2, tabella 1). Dopo la fusione dei due pronuclei in uno zigote si verifica con il microscopio, a intervalli regolari, l’evoluzione degli embrioni in fase di sviluppo. L’embrione con un buon potenziale di sviluppo è riconoscibile in genere in base a determinate caratteristiche18: esso presenta infatti un determinato numero di blastomeri che varia in funzione dell’età. Inoltre, negli embrioni con buone capacità di sviluppo
15Cfr. C. Overton et al., Clinical Aspects of Preimplantation Diagnosis, in : J. C. Harper, J.
D. Delhanty, A. H. Handyside (a cura di), Preimplantation Genetic Diagnosis, Chichester 2001, pagg. 123-140.
16 Cfr. J. Harper and A. Thornhill, Embryo Biopsy, in : J. C. Harper, J. D. Delhanty, A. H. Handyside (a cura di), Preimplantation Genetic Diagnosis, Chichester 2001, pagg. 143 - 163.
17 Cfr. L. A. Scott, Analysis of fertilization, in: D. K. Gardner, A. Weissmann, C. M. Howles, Z. Shoham (a cura di), Textbook of Assisted Reproductive Techniques, Londra 2004, pag. 201 segg.
18 Cfr. D. Sakkas, D. K. Gardner, Evaluation of embryo quality: sequential analysis of embryo development with the aim of single embryo transfer, in: D. K. Gardner, A. Weissmann, C. M. Howles, Z. Shoham (a cura di), Textbook of Assisted Reproductive Techniques, Londra 2004, pag. 235 segg.