Rapporto esplicativo

Consultazione 2008/14: Modifica della legge sulla medicina della procreazione (diagnosi preimpianto) · 76 pagine

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questi sono solo poco frammentati e non presentano più di un nucleo cellulare. Il 55 per cento circa degli oociti impregnati si sviluppa sino a divenire un embrione in grado di raggiungere lo stadio delle quattro cellule (cfr. allegato 2, tabella 1).

In Svizzera per ogni ciclo terapeutico possono essere sviluppati fino a divenire embrioni al massimo tre oociti impregnati (art. 17 cpv. 1 LPAM). Gli altri oociti impregnati vengono crioconservati in azoto liquido.

- (3) La biopsia embrionale, ossia il prelievo di una o due cellule da un

embrione, ha luogo di regola il terzo giorno successivo alla fertilizzazione.19 In questo stadio l’embrione è composto normalmente da sei–dieci cellule ed è circondato da una pellicola protettiva (zona pellucida). Il 70 per cento circa degli embrioni in grado di svilupparsi sino a raggiungere la fase delle quattro cellule raggiunge anche lo stadio delle otto cellule (cfr. allegato 2 tabella 1).

Secondo una tecnica più recente, l’embrione viene sottoposto a biopsia all’incirca il quinto giorno del suo sviluppo.20 In questo stadio, l’embrione è composto da un gruppo di cellule esterno da cui si formerà in seguito la placenta (trofoblasto), nonché da una massa di cellule interna da cui si svilupperà in seguito l’embrione, rispettivamente il feto (embrioblasto), definito blastocito. Si parla pertanto anche di biopsia della blastocisti. Nell’ambito di una biopsia della blastocisti vengono di regola prelevate dal trofoblasto ed esaminate sotto il profilo genetico più cellule. Non è ancora stato chiarito in via definitiva quali vantaggi e svantaggi presenta una biopsia della blastocisti rispetto alla biopsia embrionale effettuata il terzo giorno. Un vantaggio di questa tecnica sembra essere dato dal fatto che consente di prelevare e analizzare più di due cellule (cfr. n. 1.2.5).

Nell’ambito della biopsia embrionale viene dapprima praticata - con l'aiuto di un acido, del laser o in modo meccanico - un’apertura nella pellicola di rivestimento che circonda l'embrione. Successivamente vengono prelevate una o due cellule dall’embrione con l’aiuto di una pipetta aspirante. Questo prelievo di cellule non ha sempre successo: nel 5 per cento circa delle biopsie, le cellule distaccate muoiono e non possono più essere sottoposte a un esame genetico (cfr. allegato 2 tabella 1). L’embrione sottoposto a biopsia non può pertanto più essere utilizzato per finalità riproduttive, poiché non è possibile verificare se esso è portatore del disturbo genetico in questione o no. In rari casi l’embrione muore direttamente in seguito alla biopsia.

In tempi recenti si trovano inoltre diffusi indizi del fatto che il prelievo di cellule potrebbe eventualmente ridurre la capacità di impianto

19 Cfr. C. Overton et al., Clinical Aspects of Preimplantation Diagnosis, in : J. C. Harper, J. D. Delhanty, A. H. Handyside (a cura di), Preimplantation Genetic Diagnosis, Chichester 2001, pag. 146.

20 A. H. Handyside, Human embryo biopsy for preimplantation genetic diagnosis, in: D. K. Gardner, A. Weissmann, C. M. Howles, Z. Shoham (a cura di), Textbook of Assisted Reproductive Techniques, Londra 2004, pag. 191 segg.