Avamprogetto e rapporto
Consultazione 2008/32: Revisione della legge sul CO2 · 112 pagine
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Parte II: In generale
2 Contesto internazionale
2.1 Accordi multilaterali
I cambiamenti climatici sono un problema globale la cui gestione travalica le capacità dei singoli Stati e richiede pertanto la collaborazione di tutti. Per questo motivo, la comunità internazionale si è dotata di strumenti adeguati, ossia della Convenzione sul clima e del relativo Protocollo di Kyoto.
La protezione del clima concordata a livello internazionale poggia su quattro pilastri:
• mitigazione: la riduzione delle emissioni climalteranti deve essere finalizzata a evitare o perlomeno attenuare i cambiamenti climatici;
• adattamento: anche se entro il 2100 l’aumento della temperatura globale risulterà inferiore ai 2°C, a causa del diverso impatto dei cambiamenti climatici nelle varie regioni del mondo, in molte aree serviranno misure di adattamento;
• trasferimento di tecnologie: i Paesi in via di sviluppo devono poter disporre di tecnologie pulite affinché la loro crescita economica sia in linea con gli obiettivi di protezione globale del clima;
• finanziamento: i Paesi in via di sviluppo maggiormente colpiti dalle conseguenze dei cambiamenti climatici devono essere sostenuti finanziariamente affinché possano attuare misure di adattamento e di riduzione delle emissioni di gas serra.
2.1.1 Accordi internazionali sul clima
2.1.1.1 Convenzione sul clima
Nel 1992, in occasione del vertice mondiale di Rio de Janeiro, venne siglato un primo accordo internazionale sulla protezione del clima denominato «Convenzione sul clima». Entrata in vigore il 21 marzo 1994, questa Convenzione è stata sinora ratificata da 192 Stati, ciò che le conferisce un carattere universale.
Conformemente all’articolo 2, l’obiettivo primario della Convenzione sul clima è di stabilizzare la concentrazione di gas serra nell’atmosfera a un livello tale da escludere qualsiasi pericolosa interferenza sul sistema climatico. Per riuscirci, occorre che tutti i Paesi aderiscano al regime climatico internazionale. Tra i principi che reggono la Convenzione sul clima vi è quello della «responsabilità comune ma differenziata» che tiene conto del diverso impatto storicamente esercitato sull’ambiente e dei mezzi a disposizione di ciascuna nazione. In base a tale principio, i Paesi sviluppati sono tenuti ad assumere un ruolo guida nella lotta contro i cambiamenti climatici, riducendo le proprie emissioni di gas serra, aiutando i Paesi in via di sviluppo a far fronte alle conseguenze del surriscaldamento globale e predisponendo i mezzi finanziari e tecnologici necessari. Considerata la loro crescita economica e il massiccio aumento delle loro emissioni di gas serra, anche i Paesi emergenti saranno chiamati a sottoscrivere obiettivi di riduzione vincolanti nel quadro del regime climatico internazionale per il periodo successivo al 2012. Affinché la politica climatica non pregiudichi né lo sviluppo economico e sociale né la riduzione della povertà nei Paesi in via di sviluppo, il loro contributo alla riduzione delle emissioni dovrà essere sostenuto dai Paesi industrializzati.24
24 Art. 4 cpv. 7.