Rapporto sui risultati
Consultazione 2008/32: Revisione della legge sul CO2 · 50 pagine
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12 Finanziamento
12.1 Principio di causalità
11 Cantoni (BE, BS, FR, GE, JU, NW, OW, SG, UR, VS, ZG), 8 partiti (PCS, Donne PPD, UDF, PLR, glp, Verdi, PS, ufs), 3 organizzazioni e associazioni nazionali (HEV, SAB, SKS), 10 associazioni economiche (Industria legno, ISOLSUISSE, Lignum, öbu, sia, suissetec, asep, ASA, ASIF, Economia forestale), 15 organizzazioni e imprese del settore energetico (tra cui UP), 10 organizzazioni ambientali (tra cui l’Alleanza per il clima), 5 organizzazioni o imprese del settore dei trasporti, 13 aziende e 18 altre organizzazioni e associazioni sono favorevoli all’applicazione del principio di causalità sia per le misure di riduzione che per quelle di adattamento. Poiché molte misure di adattamento non possono essere imputate direttamente secondo tale principio, BS auspica anche lo stanziamento di mezzi finanziari da parte della Confederazione.
4 Cantoni (GL, NE, SO, TI), 5 organizzazioni e associazioni nazionali (Unione Città svizzere, USAM, USS, FRC, Travail.Suisse), 12 associazioni economiche (SSIC, hotelleriesuisse, cemsuisse, KSE, SWISSMEM, FST, VSZ, Glasfabriken, IGEB, ZPK, FROMARTE, VTS), 4 organizzazioni e imprese del settore energetico, un’organizzazione ambientale, 2 organizzazioni e imprese del settore dei trasporti, un’azienda e 3 altre organizzazioni e associazioni sostengono l’applicazione del principio di causalità per le misure di riduzione. GL, NE, Unione Città svizzere e SSIC e un’organizzazione del settore energetico non si pronunciano sull’applicazione di tale principio per finanziare le misure di adattamento. Tutti gli altri partecipanti sono contrari.
ASIG appoggia con qualche riserva l’applicazione del principio di causalità alle misure di riduzione e di adattamento perché vuole evitare che i responsabili delle emissioni siano tassati più volte. Ritiene infatti che questi ultimi non debbano assumersi anche i costi delle misure di adattamento se le misure di riduzione da loro finanziate permettono di centrare gli obiettivi.
Anche AQUANOSTRA è favorevole – seppur con riserve – ad applicare il principio di causalità alle misure di riduzione, ma non a quelle di adattamento. Considera infatti che le emissioni di CO2 sono causate dall’intera popolazione e che quindi le misure di incentivazione dovrebbero essere finanziate con mezzi della Confederazione.
BL e CDCF appoggiano l’applicazione del principio di causalità alle misure di riduzione purché queste ultime non vengano finanziate dai proventi della tassa sul CO2, bensì dall’aumento dell’aliquota fiscale applicata agli agenti energetici fossili (imposta sugli oli minerali, supplemento d’imposta sugli oli minerali). Non si pronunciano invece sul finanziamento delle misure di adattamento secondo il principio di causalità.
4 Cantoni (AR, GR, SZ, ZH), PEV, 3 organizzazioni e associazioni nazionali (CENTRE PATRONAL, economiesuisse, FER), 6 associazioni economiche (alu.ch, FH, Handelskammer beider Basel, SGCI, TVS), 2 organizzazioni del settore energetico, 8 organizzazioni del settore dei trasporti e altre 2 organizzazioni e associazioni bocciano il finanziamento delle misure di riduzione e di adattamento basato sul principio di causalità.
6 Cantoni (AI, BL, LU, VD, AG, SH), DCPA, 3 partiti (FPS, PPD, UDC), 2 associazioni nazionali (ASI, Comuni svizzeri), 9 associazioni economiche (Forum PMI, usic, AIHK, costruzionesvizzera, USC, USM, ASIR, VSMR, VSSV), 4 organizzazioni e imprese del settore energetico, 3 organizzazioni ambientali, 3 organizzazioni del settore dei trasporti, 3 aziende e 8 altre associazioni e organizzazioni (tra cui le Accademie svizzere delle scienze) non si pronunciano su questo punto.
Mentre i sostenitori del principio di causalità mettono d’avanti principalmente l’internalizzazione dei costi esterni, i contrari sostengono che è molto difficile stabilire le responsabilità in relazione al riscaldamento climatico.
40//50 274/2006-01959/27/18/I083-1633