Rapporto esplicativo
Consultazione 2009/115: Assicurazione-invalidità - 6a revisione dell'AI, secondo pacchetto di misure (revisione 6b) · 133 pagine
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trastare il cronicizzarsi di determinate situazioni e di evitare la concessione di nuove rendite o, perlomeno, di favorire la concessione di rendite parziali.
Malgrado la spettacolare diminuzione (-49% dal 2003) del numero delle nuove rendite determinata dalla 4a e dalla 5a revisione, i disabili psichici restano, con una quota di circa il 40 per cento, il gruppo di gran lunga più rappresentato tra i beneficiari di rendite AI. Diverse patologie raggruppate sotto il codice 646, come i disturbi emotivo-affettivi, i disturbi della personalità e i disturbi da dolore somatoformi, che si presentano talvolta in comorbidità, si sono decuplicate fra il 1986 e il 2006 per attestarsi a circa 50 000 casi.
Le procedure dell'AI in materia di rendite hanno sottovalutato troppo a lungo le particolari esigenze dei disabili psichici in fatto di riabilitazione, utilizzando sistemi di valutazione e integrazione inadatti. Negli scorsi anni questa problematica è stata tematizzata in diversi interventi parlamentari13. La necessità d'intervento è inoltre acuita dal fatto che tra le persone affette da questo tipo di disturbi vi è un'elevata quota di giovani ancora all'inizio della loro vita lavorativa. Sia sul piano personale che su quello macroeconomico è inaccettabile che queste persone vengano prematuramente escluse dall'attività professionale, poiché non si può privarle dell'opportunità di partecipare alla vita economica.
In futuro l'AI sarà quindi chiamata ad affrontare le diverse problematiche psichiche con procedure di accertamento e integrazione più differenziate ed efficaci e a rimuovere nel contempo i disincentivi all'integrazione ancora esistenti (ad es. sistema delle rendite, v. n. 1.3.1). I provvedimenti d'integrazione per gli assicurati affetti da malattie psichiche devono essere altamente personalizzati per rispondere al meglio alle esigenze del singolo. In molti casi è dunque necessario un accompagnamento individualizzato ma facilmente accessibile per un periodo prolungato. Generalmente gli interventi di questo tipo sono più efficaci e, a conti fatti, meno onerosi dei programmi di occupazione e riabilitazione istituzionalizzati.
Molte patologie psichiche sono curabili e le probabilità di reintegrazione possono essere migliorate, soprattutto intervenendo in modo tempestivo (possibilmente quando l'interessato ha ancora un posto di lavoro). Con il pacchetto di misure della revisione 6b, l'AI intende contrastare la preoccupante tendenza all'aumento dei casi d'invalidità per motivi psichici. Inoltre, tutti gli assicurati devono poter trarre vantaggio dalla prosecuzione coerente della linea strategica adottata con la 5a revisione, che privilegia l'integrazione al versamento di una rendita.
Potenziale di ottimizzazione del sistema attuale
Gli obiettivi della 5a revisione sono già stati ampiamente raggiunti (riduzione delle nuove rendite del 49 % rispetto al 2003, contro il previsto 20%). Questi due anni hanno però permesso di individuare possibilità di ottimizzazione e sviluppo degli strumenti introdotti, in particolare per gli assicurati affetti da malattie psichiche. L'accento andrà posto soprattutto sulla prevenzione dell'invalidità, l'estensione del rilevamento tempestivo e lo sviluppo degli strumenti d'integrazione.
13 Cfr. 04.3120 Po. Zisyadis, 05.3179 I Schiesser, 07.3654 Ip. Schwaller, 08.1062 I Bortoluzzi, 09.1134 I Bortoluzzi, 09.3797 Mo. Gruppo liberale radicale, 09.4250 Ip. Schenker.