Rapporto esplicativo

Consultazione 2009/115: Assicurazione-invalidità - 6a revisione dell'AI, secondo pacchetto di misure (revisione 6b) · 133 pagine

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La lotta antifrode dell'AI, che è sostanzialmente basata sulle procedure e gli strumenti utilizzati già da tempo con successo dalle compagnie d'assicurazione private, può essere suddivisa sommariamente nelle quattro fasi seguenti:

- individuazione dei casi sospetti,

- accertamenti e indagini particolari,

- operazioni di sorveglianza, se non vi sono più alternative,

- misure sanzionatorie assicurative e penali.

Prime esperienze

Nei primi 12 mesi, l'AI ha fatto esperienze molto positive nell'ambito della lotta alle frodi assicurative: i casi sospetti individuati e trasmessi agli specialisti antifrode degli uffici AI per ulteriori accertamenti sono stati circa 2600. Nel frattempo è stato possibile chiarire la situazione di 950 assicurati: in 150 casi i sospetti si sono rivelati fondati, negli altri no. I risparmi conseguiti grazie alla lotta antifrode si aggirano sui 2,5 milioni di franchi all'anno, senza contare le eventuali riduzioni o soppressioni delle prestazioni complementari all'AI o delle rendite d'invalidità del secondo pilastro.

Uno strumento importante per la lotta antifrode degli uffici AI è la possibilità di mettere sotto sorveglianza gli assicurati sospetti. Nel primo anno sono state ordinate 120 operazioni di sorveglianza, 60 delle quali ormai concluse. In 20 casi, vale a dire un terzo del totale, la sorveglianza ha permesso di confermare i sospetti, non così negli altri 40. Facendo un bilancio intermedio si può constatare che in un ottavo dei 150 casi di truffa dimostrati gli elementi di prova sono stati raccolti grazie a operazioni di sorveglianza, mentre negli altri casi sono stati sufficienti accertamenti meno intrusivi riguardanti, per esempio, eventuali redditi da lavoro non dichiarati dai beneficiari di rendita.

L'AI svolge la sua attività di lotta antifrode non soltanto in Svizzera ma anche all'estero. Le esperienze maturate nei due progetti pilota svolti in Tailandia e in Kosovo serviranno a intensificare la lotta antifrode anche in altri Paesi con un tasso relativamente elevato di rendite d'invalidità esportate. La Svizzera è così già riuscita a ottenere l'inserimento di disposizioni antifrode nelle convenzioni bilaterali di sicurezza sociale concluse con Montenegro, Serbia e Bosnia e Erzegovina, cui seguiranno probabilmente anche gli accordi stipulati con altri Paesi. Verrà inoltre rafforzata la collaborazione in quest'ambito con gli Stati dell'UE.

I nuovi strumenti, e in particolare le operazioni di sorveglianza, hanno dato buoni risultati anche grazie all'uso responsabile che ne hanno fatto gli uffici AI. Va sottolineato che nelle operazioni di sorveglianza finora effettuate non si sono registrate intrusioni ingiustificate nella sfera privata degli assicurati. I tribunali riconoscono pienamente la validità delle prove raccolte nell'ambito della lotta antifrode, che sono pertanto compatibili con lo Stato di diritto.

Interventi rivelatisi necessari

Nell'ambito delle assicurazioni sociali la lotta antifrode ha varcato già da diverso tempo i confini dell'assicurazione invalidità. La discussione sulle frodi assicurative