Rapporto verifica dei compiti della Confederazione

Consultazione 2009/119: Programma di consolidamento 2011-2013 (PCon 11/13) e rapporto sul piano die attuazione della verifica dei compiti · 54 pagine

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Compendio

Per il tramite della verifica dei compiti il Consiglio federale intende garantire una politica finanziaria sostenibile a lungo termine. Il rapporto sull’attuazione della verifica dei compiti posto oggi in consultazione comprende circa 80 misure sotto forma di rinunce a determinati compiti, riduzioni delle prestazioni e riforme strutturali. L’attuazione di queste misure procede su due diversi binari, ovvero i progetti che comportano un immediato effetto di sgravio e che necessitano di lievi adeguamenti legislativi sono realizzati come componente del Programma di consolidamento 2011─2013 (PCon 11/13), mentre le riforme più complesse e più profonde

– e che esigono tempi maggiori di pianificazione di dettaglio e di implementazione – saranno portate avanti nel quadro di progetti separati. Questo secondo gruppo di circa 30 misure è al centro del presente rapporto sul piano di attuazione, che offre nel contempo un prospetto globale dei risultati della verifica dei compiti.

La verifica dei compiti è all’insegna di due obiettivi. Anzitutto le uscite della Confederazione dovranno crescere al massimo nella misura dell’evoluzione economica generale fino al traguardo del 2015, di modo che possa essere stabilizzata la quota d'incidenza della spesa pubblica. Secondariamente i singoli settori di compiti dovranno evolvere secondo tassi specifici di crescita. In tal modo si vuole evitare che uscite fortemente vincolate a livello di legge e praticamente incontrollabili sul breve termine soppiantino gradualmente nel preventivo altre prestazioni della Confederazione, meno fortemente vincolate, ma nondimeno importanti sotto il profilo economico. Il Consiglio federale ha quantificato entrambi questi obiettivi: come traguardo di crescita del bilancio generale l’Esecutivo ha stabilito una crescita nominale

dell’economia sul lungo termine del 3 per cento, derivandone per i singoli settori di compiti e in base alle esigenze prevalenti della politica un profilo delle priorità con una specifica direttiva di crescita

Per raggiungere questi obiettivi il Consiglio federale ha esaminato sistematicamente il portafoglio di compiti della Confederazione alla ricerca di potenziali di riforma e di riduzione. Un importante risultato intermedio di questi lavori è stato pubblicato nel suo Rapporto complementare al Piano finanziario di legislatura 2009–2011, nel cui ambito ha prospettato circa 50 indirizzi di riforma. Sullo sfondo della crisi finanziaria internazionale e delle sue ripercussioni sulla congiuntura, sul mercato del lavoro e sul bilancio della Confederazione, il Consiglio federale ha rettificato da un duplice punto di vista il concetto iniziale di concretizzazione e di attuazione delle riforme: da un canto, ha ampliato la competenza strutturale dei Dipartimenti a livello di scadenzario delle riforme e ne ha reso flessibile la loro attuazione. Dall’altro, esso ha riunito sotto il profilo concettuale e in parte anche materiale la verifica dei compiti e il PCon 11/13 avviato nel mese di settembre del 2009.

Le circa 30 riforme del presente rapporto possono essere grosso modo ripartite in cinque tipi di riforma, che sono servite da strategie di base per l’accertamento del potenziale di riforma nella verifica dei compiti della Confederazione:

• rinuncia a determinati compiti e riduzioni: diverse misure perseguono una diminuzione

dell’attuale livello delle uscite per il tramite di rinunce a determinati compiti o di una dilazione nel tempo degli investimenti. Occorre altresì evitare oneri supplementari futuri rinunciando a un’estensione dei compiti esistenti o all’assunzione di nuovi compiti. Rientrano ad esempio in questo ambito la definizione delle priorità per l’applicazione delle norme di costruzione nei trasporti pubblici, la verifica e la focalizzazione dell’indirizzo