Rapporto verifica dei compiti della Confederazione
Consultazione 2009/119: Programma di consolidamento 2011-2013 (PCon 11/13) e rapporto sul piano die attuazione della verifica dei compiti · 54 pagine
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Parte I – Basi e contesto
1. Introduzione
Nel suo rapporto complementare dell’aprile 2008 al piano finanziario di legislatura il Consiglio federale ha stabilito gli indirizzi della riforma di un’ampia verifica dei compiti. Il Consiglio federale ha successivamente posto mano alla concretizzazione e alla sintesi delle riforme in un piano d’azione comune. Il 28 febbraio 2010 l’Esecutivo ha definito circa 80 misure. Esse possono essere suddivise in due categorie: una prima categoria comprende circa 50 misure di effetto rapido che possono essere attuate senza modifiche di legge oppure operandone di lievi. Tali misure vanno attuate nel quadro del Programma di consolidamento 2011–2013. La seconda categoria di misure comprende circa 30 riforme prevalentemente in profondità, che dovranno essere ulteriormente concretizzate in progetti separati. Questa seconda categoria di riforme nel contesto della verifica dei compiti figura al centro del presente rapporto sul piano di attuazione. Il presente rapporto è un documento di pianificazione. Da un canto esso illustra per il tramite di quali rinunce, riduzioni e riforme di compiti il Consiglio federale intende raggiungere gli obiettivi della verifica dei compiti. Dall’altro funge da base per orientare i lavori di attuazione che il Consiglio federale intraprenderà nel quadro di progetti separati, ossia a prescindere dal PCon 11/13. Per chiarirne il contesto il presente rapporto menziona altresì – in forma succinta e con riferimento alla loro descrizione dettagliata nel rapporto per la consultazione sul programma di consolidamento – le misure in ambito di verifica dei compiti del PCon 11/13 con effetto rapido.
2. Obiettivi e svolgimento della verifica dei compiti
Attraverso la verifica dei compiti, il Consiglio federale intende garantire una politica finanziaria durevole, che promuova la crescita e il benessere in Svizzera e tenga conto delle direttive del freno all’indebitamento. Il progetto persegue due obiettivi: da un canto la crescita delle uscite della Confederazione deve essere controllata nel senso di una politica sostenibile di bilancio che garantisca anche in futuro margini di manovra alla politica finanziaria. Entro il 2015 (due legislature) il bilancio della Confederazione dovrà aumentare al massimo in misura pari all’evoluzione dell’economia globale prospettata sul lungo termine. In tal modo la quota d’incidenza della spesa pubblica sarà stabilizzata nel lungo termine. D’altro canto i singoli settori di compiti devono evolvere conformemente a obiettivi di crescita specifici. Per questo tramite si intende in particolare impedire che le uscite fortemente vincolate a livello di legge (e quindi praticamente incontrollabili a breve termine) soppiantino altre prestazioni della Confederazione meno fortemente vincolate, ma nondimeno economicamente importanti.
Fondandosi su considerazioni politiche il Consiglio federale ha quantificato questo secondo obiettivo nel quadro di un profilo delle priorità che contrassegna i tassi di crescita come norma di evoluzione dei singoli settori di compiti nel periodo in rassegna 2008–2015. I tassi di crescita sono stati desunti dall’ipotesi di una crescita nominale annua dell’economia globale del 3 per cento sul lungo termine, che costituisce allo stesso modo il limite superiore di una crescita del bilancio della Confederazione neutrale sotto il profilo della quota d’incidenza della spesa pubblica.
I più recenti dati congiunturali mostrano nondimeno che sulla scia della crisi economica questa crescita annua media sarà inferiore di un decimo di punto percentuale nel periodo 2008– 2015. Nel corso di questo medesimo periodo le riforme fiscali anteriori provocheranno simul-