Rapporto sui risultati

Consultazione 2009/126: Revisione parziale dell'ordinenza sulla caccia · 67 pagine

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lontà di raggiungere densità di grandi predatori sostenibili dal profilo regionale e socioeconomico. I Cantoni vanno assolutamente coinvolti nell’elaborazione di tali strategie e in merito alle soglie di danno, alle misure di prevenzione, alla delimitazione dei perimetri e alle possibilità di regolazione nelle bandite federali di caccia.

Agricoltura: un’associazione dell’agricoltura (Unione Contadini Ticinesi) chiede che nelle strategie siano create abbastanza possibilità di deroga (p. es. per le soglie di danno) in modo da tener conto delle situazioni regionali nei Cantoni (conformemente alla richiesta alle tre nuove lettere all’art. 4 cpv. 1 lett. h).

Protezione della natura e degli uccelli: diverse associazioni di protezione della natura e degli uccelli (ProNatura, WWF, ASPU, Nos Oiseaux, ALA, FP, associazioni regionali) sottolineano già nell’ambito dei loro pareri sul progetto che l’UFAM dovrà elaborare le strategie nazionali conformemente al mandato costituzionale di protezione delle specie e in una prospettiva intercantonale.

Art. 10 cpv. 6 lett. b OCP

Art. 10 cpv. 6 lett. b

6 L’UFAM elabora strategie di tutela delle specie animali di cui al capoverso 1, che definiscano segnatamente principi concernenti:

b. la prevenzione di danni e di situazioni di pericolo;

La menzione specifica della prevenzione quale elemento importante delle strategie non suscita opposizione. Varie organizzazioni intervengono però sulla definizione di situazioni di pericolo in relazione al castoro e sulla prevenzione dei danni del castoro.

Cantoni e conferenze cantonali: un Cantone (SO) e una conferenza cantonale (CCP) attirano l’attenzione sul fatto che per risolvere durevolmente i conflitti con il castoro è fondamentale delimitare uno spazio riservato alle acque abbastanza grande (conformemente all’ordinanza sulla protezione delle acque); i conflitti con il castoro nascono principalmente dove tale spazio è insufficiente (p. es. dove le piste passano troppo vicino alle acque). Sul versante opposto, una conferenza cantonale (suissemelio) sottolinea che lo spostamento di una pista agricola lontano dall’acqua è un’operazione estremamente complicata, che riguarda anche i diritti di proprietà. Essa chiede un adeguamento del rapporto esplicativo in modo da precisare che tali misure comportano un onere e costi notevoli. Chiede inoltre che nella Strategia castoro siano definite espressamente le possibili misure di prevenzione negli impianti tecnico-culturali.

Partiti politici: anche I Verdi rilevano che il 90 per cento dei conflitti con il castoro può essere risolto adeguando lo spazio riservato alle acque (conformemente all’ordinanza sulla protezione delle acque). Questa importantissima misura di prevenzione va quindi assolutamente inserita nell’OCP. Nel caso in cui l’articolo 4 capoverso 1 lettera f OCP non dovesse essere soppresso, I Verdi sottolineano che secondo loro vanno considerati unicamente i pericoli per l’uomo e che gli impianti infrastrutturali vanno limitati alle opere di protezione contro le piene, agli impianti in zone d’insediamento nonché alle strade nazionali e cantonali.

Protezione della natura e degli uccelli: anche varie organizzazioni di protezione (ProNatura, WWF, ASPU, Nos Oiseaux, FP, ALA, Helvetia Nostra) sottolineano che gli interventi nelle popolazioni di castori non sono mai una soluzione a lungo termine e che il 90

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