Rapporto sui risultati

Consultazione 2009/24: Ordinanza sui decolli e gli atterraggi di aeromobili fuori degli aerodromi (Ordinanza sugli atterragi esterni, OAEs) · 43 pagine

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5. Ulteriori proposte e osservazioni a carattere generale

Ambiente

Cinque associazioni ambientaliste e il CAS chiedono che il diritto vigente in materia di protezione dei biotopi d’importanza cantonale, nazionale o internazionale sia rispettato e non eluso. Chiedono che l’attuazione di queste prescrizioni spetti all’UFAM e ai Cantoni, anziché all’UFAC, e che inoltre nelle zone protette venga decretato il divieto generale d’atterraggio. Secondo loro, l’ordinanza è poco chiara, per questo occorre elencare sistematicamente le deroghe e gli obblighi di autorizzazione. Ai fini della trasparenza e della visione d’insieme, chiedono che tutte le autorizzazioni siano pubblicate dall’UFAC e che venga tenuta una loro statistica.

Mountain Wilderness considera l’attuale regolamentazione più chiara del progetto

d’ordinanza, il quale farebbe tra l’altro troppe concessioni liberali. Ritiene che certe zone protette siano state tralasciate, che la legge sulla protezione della natura e del paesaggio (LPN) e la legge sul CO2 siano state disattese e che la modifica delle norme riguardanti le aree d’atterraggio in montagna sia arbitraria. Aggiunge inoltre che molti termini sono poco chiari, che il testo è lacunoso dal punto di vista della tecnica legislativa e che non si è tenuto conto delle esigenze segnalate dagli interessati (Stakeholder Involvement del novembre 2008) e che palesemente emerge il peso accordato alle associazioni aeronautiche. Per questi motivi, Mountain Wilderness respinge il progetto.

Rumore, movimenti di volo

Sei associazioni di tutela contro il rumore aereo, le sezioni ATA Nidvaldo e Obvaldo come pure Mountain Wilderness respingono l’ordinanza perché comporterebbe un forte aumento dei movimenti di voli e l’intensificazione della rete, già molto fitta, di eliporti. Secondo loro, non ci sarebbe alcun motivo per modificare la prassi in vigore e dal punto di vista del rumore, della pianificazione del territorio, del clima e del turismo, la nuova ordinanza non ha ragion d’essere.

Anche l’Associazione svizzera dei proprietari immobiliari respinge l’ordinanza, dato che ritiene la regolamentazione attuale già molto liberale. Teme infatti che la nuova ordinanza possa determinare un incremento degli atterraggi esterni. In particolare, precisa che occorre continuare a limitare gli atterraggi esterni a scopo privato, d’istruzione o di trasporto di persone a scopi commerciali, turistici o sportivi.

Il Consigliere nazionale Christophe Darbellay respinge l’ordinanza, considerandola discriminatoria nei confronti delle imprese di trasporto con elicotteri, tanto più che nessun altro mezzo di trasporto è soggetto a restrizioni analoghe. Secondo lui, l’ordinanza metterebbe in pericolo il trasporto aereo, importante per le regioni di montagna, ed è un prodotto della tecnocrazia, molto lontano dalla pratica. Siccome oggi la situazione pone pochi problemi, ritiene che non siano necessarie modifiche.

Vigilanza

Cinque associazioni ambientaliste chiedono un chiaro controllo dell’esecuzione

dell’ordinanza; ad esempio, l’UFAC dovrebbe garantire un controllo efficiente

dell’esecuzione, ricorrendo alle scatole nere a bordo degli elicotteri. Il Cantone di Zurigo

Ordinanza sugli atterraggi esterni OAEs: risultati della procedura di consultazione (progetto del mese di marzo 2011)