Rapporto esplicativo

Consultazione 2009/95: Legge federale sulla restituzione dei valori patrimoniali di provenienza illecita di persone politicamente esposte (Legge sulla restituzione di averi di provenienza illecita, LRAI) · 40 pagine

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Il 23 ottobre 2008, per nota diplomatica del Ministero congolese degli affari esteri, la Svizzera apprende che il Governo congolese rinuncia a un procedimento penale nei confronti della cerchia del defunto Presidente Mobutu, optando

invece per negoziati con i suoi eredi.

Con lettera del 13 novembre 2008, la Ministra degli affari esteri offre al Presidente Kabila di finanziare i servizi di un avvocato specializzato in materia di recupero di averi, incaricato di cercare di ottenere, a nome della RDC, un provvedimento di blocco giudiziario dei fondi Mobutu.

In seguito alla risposta favorevole della RDC giunta all'ultimo minuto, il Governo svizzero prolunga una seconda volta il blocco degli averi fino al 28 febbraio 2009. La proroga si prefigge, da un lato, di permettere all’avvocato della RDC di avviare un procedimento in Svizzera al fine di ottenere il blocco giudiziario degli averi e, d’altro lato, di permettere al Ministero pubblico della Confederazione (MPC) di pronunciarsi sul seguito da dare a questo procedimento.

Il 23 gennaio 2009, a seguito della presentazione di una denuncia penale in Svizzera da parte dell’avvocato della RDC, il Governo svizzero opta per una terza proroga del blocco fino al 30 aprile 2009, partendo dal presupposto che l’esame del dossier da parte del MPC comporterà molto lavoro.

Il 21 aprile 2009, dopo aver esaminato la denuncia penale, il MPC è costretto a

respingerla, dato che i fatti denunciati sono caduti in prescrizione.

Contro ogni aspettativa, la RDC dà disposizioni al proprio avvocato affinché non

ricorra contro la decisione del MPC. Assumendo questo atteggiamento, la RDC vanifica ogni speranza di veder restituiti i fondi bloccati al popolo congolese.

Il 27 aprile 2009, il Consiglio federale viene informato della presentazione di una denuncia presso il Tribunale penale federale (TPF) da parte di un cittadino svizzero. Il procedimento, inatteso, è stato avviato da un privato in un ultimo tentativo di evitare lo sblocco degli averi a favore degli eredi di Mobutu. Per permettere al TPF di pronunciarsi al riguardo, il Governo svizzero decide una quarta proroga del

blocco degli averi.

Il 14 luglio 2009, il TPF decide infine di non dar seguito alla denuncia, dichiarando che il cittadino svizzero non può agire in quanto non è parte lesa nella vicenda. In queste circostanze e conformemente alla decisione del 30 aprile 2009 del

Governo, la Svizzera non ha altra scelta che sospendere il blocco degli averi del

defunto Mobutu, dopo 12 anni di sforzi.