Rapporto sui risultati
Consultazione 2010/113: Revisione parziale della legge federale sulle professioni mediche universitarie (legge sulle professioni mediche, LPMed) · 54 pagine
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dell’economia attive a livello nazionale e 134 altre associazioni mantello, organizzazioni interessate o rappresentanti di alte scuole sono stati invitati a prendere posizione, per un totale di 181 destinatari.
Sono state ricevute 124 risposte (vedi allegato 2) da parte dei 26 Cantoni, sei partiti politici, due associazioni mantello dell’economia attive a livello nazionale nonché 87 altre associazioni mantello, organizzazioni interessate o rappresentanti di alte scuole. Una vastissima maggioranza si è espressa su questioni di merito. Solo quattro partecipanti (UR, Unione delle città svizzere UCS, Cliniche private svizzere CPS e Società svizzera di gerontologia SSG) hanno espressamente rinunciato a pronunciarsi e quattro altri (Conferenza universitaria svizzera CUS, Gli Ospedali Svizzeri H+, Università di Neuchâtel UniNE, Ospedali universitari di Ginevra HUG) non hanno nulla da segnalare in merito alla revisione della legge.
Il presente rapporto è un riassunto dei pareri espressi. Innanzitutto presenta le posizioni globali sulla legge, per poi soffermarsi nel dettaglio sui singoli articoli.
3. Risultati in breve
Un’ampia maggioranza dei partecipanti approva la revisione e complessivamente la giudica positivamente, in particolare per quanto riguarda l’estensione del campo di applicazione per l’esercizio delle professioni mediche. Alcuni considerano tuttavia che non sia sufficientemente inclusiva, poiché non contempla ancora tutti medici. Ne consegue la richiesta di assoggettare tutti i medici, compresi i dipendenti e quelli operanti nel settore pubblico, alle disposizioni che ne disciplinano l’esercizio della professione.
L’articolo 2, capoverso 2 LPMed (competenza del Consiglio federale di assoggettare alla legge altre professioni mediche universitarie) è stato rimesso in discussione da numerosi partecipanti, perché ritenuto troppo esteso.
Gli obiettivi della formazione universitaria e del perfezionamento hanno provocato numerose reazioni. Diversi partecipanti deplorano che la revisione sia utilizzata per introdurre nuove disposizioni che non troverebbero spazio in una legge formale. Ad esempio, gli obiettivi didattici non dovrebbero essere disciplinati nel dettaglio dalla legge, ma nei rispettivi cataloghi.
La maggioranza dei Cantoni esige una valutazione uniforme delle conoscenze linguistiche del personale medico universitario straniero. Per contro, nei Cantoni la prospettiva di dover controllare se persone di origine straniera richiedenti un’autorizzazione di esercizio padroneggiano una lingua nazionale ha sollevato una levata di scudi. Secondo loro, il controllo delle conoscenze linguistiche dovrebbe essere centralizzato presso l’organo incaricato del riconoscimento (Commissione delle professioni mediche AMEBEO). Il controllo (o il riesame) delle conoscenze linguistiche potrebbe avvenire parallelamente al riconoscimento dei diplomi, senza costituirne una condizione preliminare. Poiché in taluni casi un richiedente padroneggia una delle lingue nazionali svizzere ma non quella/e richiesta/a nel caso specifico (Cantone), le autorità competenti in materia di rilascio dell’autorizzazione di esercizio dovrebbero poter esigere una prova delle conoscenze linguistiche supplementari, come proposto ad esempio dal rapporto esplicativo in relazione all’articolo 36, capoverso 1, lettera c, LPMed.
Le modifiche previste degli articoli 19 e 52 LPMed (ammissione a un perfezionamento accreditato) sono considerate dall’Istituto svizzero per la formazione medica (ISFM) una forma di burocratizzazione inutile del perfezionamento . ISFM respinge parimenti l’adeguamento dell’articolo 31 (modifica di un ciclo di studio o di perfezionamento accreditato) e il nuovo articolo 31a LPMed (obbligo di informazione) e propone di mantenere la regolamentazione in vigore che ritiene funzionare in modo impeccabile.
Molti partecipanti ritengono inassolvibile l’obbligo di annunciarsi di cui all’articolo 35, capoverso 4, LPMed.
Per quanto riguarda il segreto professionale (art. 40, lett. f, LPMed) alcune associazioni di medici (dentisti) chiedono una regolamentazione analoga a quella del segreto professionale degli avvocati.
Quanto alla MEBEKO (art. 49 LPMed), diversi partecipanti rivendicano una migliore rappresentanza dei medici, proporzionalmente ai casi che li riguardano.