Rapporto sui risultati
Consultazione 2010/113: Revisione parziale della legge federale sulle professioni mediche universitarie (legge sulle professioni mediche, LPMed) · 54 pagine
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L'Unione padronale svizzera rimanda alla presa di posizione dettagliata dell’Associazione Svizzera d’Assicurazioni (ASA), rinunciando a una propria presa di posizione.
La Federazione romanda dei consumatori sostiene la revisione della legge.
Il Verein Bernischer Tierärztinnen und Tierärzte approva le modifiche di legge proposte.
4.2 Prese di posizione articolo per articolo
Articolo 2, capoverso 2
21 partecipanti criticano questa disposizione perché attribuirebbe competenze troppo ampie al Consiglio federale. La loro maggioranza auspica lo stralcio dell’articolo 2, capoverso 2.
L’Institut für Pflegewissenschften dell’Università di Basilea (Nursing Unibas) propone, in virtù dell’articolo 2, capoverso 2, di riconoscere come professione medica universitaria ai sensi della LPMed la professione accademica di infermiera per la pratica avanzata (Advanced Practice Nurse, APN). La presente revisione offrirebbe la possibilità di assoggettare le APN alla LPMed e, di conseguenza, di precisare le esigenze di formazione nonché il quadro legislativo e normativo facenti fede per l’esercizio di questa professione a titolo indipendente.
Parimenti, l'USML auspica l’inserimento della medicina di laboratorio come professione medica ai sensi della LPMed. La proposta mira al riconoscimento e all’inserimento nella LPMed di talune professioni disciplinate dalla legislazione sulla medicina di laboratorio.
Articolo 4, capoverso 2
Un po’ più della metà di coloro che si sono espressi sul presente capoverso approva l’introduzione di un accento posto sulla medicina di base, l’altra metà lo respinge.
Il partito popolare democratico (PPD), i Verdi, l'Associazione dei medici di famiglia e dell'infanzia Svizzera (Medici di famiglia Svizzera), la Società Svizzera di Medicina Interna Generale (SSMI), la Commissione interfacoltà di medicina svizzera (CIMS), l'Associazione degli istituti sociali e di cura svizzeri (CURAVIVA) e l’Associazione delle istituzioni svizzere private di cura per anziani (senesuisse) approvano l’accento posto sulla medicina di famiglia. La CIMS precisa che la proposta non deve fare intendere che i medici diventino anche dei buoni infermieri. Medici di famiglia Svizzera auspica un rafforzamento del perfezionamento per gli assistenti di studi medici («Praxisassistenz»).
Per i Verdi, occorre evitare di svantaggiare le specializzazioni.
GE, l'Unione delle associazioni mediche svizzere di medicina complementare (UNION) et l’Associazione svizzera dei chiropratici (ChiroSuisse) salutano l’introduzione della medicina di base, ma chiedono una migliore definizione del concetto precisando le specialità che include, poiché la medicina di base dovrebbe essere definita specificatamente per tutte le professioni mediche universitarie. Il PPD reputa che la medicina di base debba comprendere anche i pediatri, i ginecologi e i farmacisti. UNION stima che il raggiungimento di questi obiettivi didattici richieda mezzi supplementari per l’insegnamento e la ricerca nel campo della medicina di famiglia.
Per quanto riguarda la terminologia, BS, FMH/ISFM, senesuisse, CIMS e Centre Patronal considerano poco appropriato il termine di «médecine de base» che secondo BS e senesuisse dovrebbe essere sostituito da «médecine de famille» e, secondo CIMS e Centre Patronal, da «médecine de premier recours».
BS approva l’inserimento della medicina di base, ma considera che non si debba trascurare la preparazione ad altre specialità e compiti. Inoltre il termine francese «médecine de base» è già utilizzato per un'altra nozione («Grundlagenmedizin»).
CHUV fa notare che la legge utilizza in modo generico il termine «médecine de base», mentre invece si tratta di «médecine de premier recours». Questa mancanza di precisione terminologica crea confusione tra ciò che rientra nelle cure primarie, e che interessa diverse categorie di professionisti, e la problematica della sanità pubblica legata all'assistenza «primaria» dei pazienti. La legge indica che la formazione deve essere