Rapporto esplicativo

Consultazione 2010/123: Modifica dell'articolo 119 Cost. e della legge sulla medicina della procreazione (ammissione della diagnosi preimpianto) · 104 pagine

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Nel suo parere in merito alla mozione della CSEC, il Consiglio federale si è dichiarato disposto a valutare se una regolamentazione sottoposta a un controllo rigoroso non sarebbe da preferire a un divieto valido senza eccezioni. Le condizioni quadro da formulare dovrebbero essere tali da non lasciare margini di discrezionalità che potrebbero essere sfruttati indebitamente per ampliare le prescrizioni.

Nella primavera 2009 il Consiglio federale ha presentato, nell’ambito della procedura di consultazione, un avamprogetto che prevedeva l’autorizzazione della DPI esclusivamente allo scopo di evitare la trasmissione di malattie gravi. Al contempo ha mantenuto il divieto (derivante dall’articolo 119 Cost.) di crioconservazione degli embrioni e l’autorizzazione a produrre solo un numero limitato di embrioni per ciascun ciclo. Tale avamprogetto ha suscitato forti critiche soprattutto da parte degli esperti della medicina della procreazione, secondo cui la DPI non avrebbe potuto essere praticata a queste condizioni. In questo contesto, nel maggio 2010 il Consiglio federale ha deciso di rivedere sostanzialmente l’avamprogetto in singoli settori. La rigida circoscrizione dell’indicazione permessa avrebbe dovuto essere mantenuta; tuttavia, sulla base di un’adeguata modifica della Costituzione, avrebbe dovuto essere consentito lo sviluppo di un maggiore numero di embrioni e la loro crioconservazione. Poiché ora l’avamprogetto normativo prevede anche una modifica della Costituzione, si rende necessaria una nuova procedura di consultazione.

1.2 Basi scientifiche

1.2.1 Introduzione

La DPI è un metodo diagnostico recente per l’esame del corredo ereditario degli embrioni in vitro.8 Nel 1990 è nato in Inghilterra il primo bambino il cui sesso era stato accertato con l’ausilio della DPI per evitare la trasmissione ereditaria legata al cromosoma X (cfr. n. 1.2.4.1).9 Due anni più tardi è nato il primo bambino nel quale, grazie alla DPI, era stato possibile escludere la presenza di una malattia ereditaria monogenica.10 Se inizialmente questa tecnica veniva impiegata unicamente in casi specifici per la diagnosi di un numero molto limitato di malattie ereditarie, il numero di bambini nati fino ad oggi nel mondo in seguito a una DPI supera le 10 000 unità11, un aumento riconducibile non da ultimo a un allargamento dello spettro delle indicazioni. Oggi, infatti, la DPI non viene utilizzata soltanto per la diagnosi di circa 200 malattie ereditarie12 bensì anche per altri scopi, ad esempio per aumentare la percentuale di successi della fertilizzazione in vitro o per la selezione del sesso

8 Su questo tema cfr. ad es. C. Basille, Preimplantation genetic diagnosis: State of the art, European Journal of Obstetrics & Gynecology and Reproductive Biology, 2009, 145, pagg. 9-13.

9 A. H. Handyside et al., Pregnancies from biopsied human preimplantation embryos sexed by y-specific DNA amplification, in: Nature, 1990, 344, pagg. 768-770.

10 A. H. Handyside et al., Birth of a normal girl after in vitro fertilization and preimplantation diagnostic testing for cystic fibrosis, in: The New England Journal of Medicine, 1992, 327, pagg. 905-909.

11 Cfr. J. L. Simpson, Preimplantation genetic diagnosis at 20 years, in: Prenatal Diagnosis, 2010, 30, pagg. 682-695. Non sono disponibili cifre più attendibili al riguardo, poiché i bambini sottoposti alla DPI non vengono registrati in modo sistematico.

12 Cfr. The Preimplantation Genetic Diagnosis International Society (PGDIS), Guidelines for good practice in PGD: programme requirements and laboratory quality assurance, in: Reproductive BioMedicine Online, 16, 2008, pagg. 134-147.