Rapporto sui risultati

Consultazione 2010/123: Modifica dell'articolo 119 Cost. e della legge sulla medicina della procreazione (ammissione della diagnosi preimpianto) · 41 pagine

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Condizioni quadro per l’esecuzione di una DPI

Si tratta innanzitutto di chiedersi se occorra limitare il numero di embrioni prodotti nel singolo ciclo. Il progetto lascia invariato a tre il limite massimo in caso di FIV senza DPI, fissandolo a otto nell’esecuzione di una DPI (cfr. art. 17).

Complessivamente, 49 partecipanti alla consultazione si esprimono esplicitamente in merito all’articolo 17. 32 di loro ritengono troppo restrittive le disposizioni chieste (4 Cantoni, PLR e numerose associazioni e istituzioni professionali mediche). Secondo loro è necessario innalzare la soglia massima oppure – così si esprime la maggioranza – rimuoverla integralmente. Tutti i partecipanti appartenenti a questo gruppo formulano questa richiesta per la DPI, ed alcuni anche per la procedura di FIV senza DPI.

Esecuzione

In più della metà (47) dei pareri ci si esprime in merito al disciplinamento d’esecuzione proposto (procedure di notifica e approvazione, vigilanza). 30 di queste si esprimono criticamente (7 Cantoni, PLR e numerose associazioni e istituzioni professionali mediche). Si adduce principalmente il fatto che il regime di controllo è troppo restrittivo, complicato e severo rispetto alle procedure in vigore in ambiti simili, come la diagnostica prenatale (DPN).

2.2.3 No alla DPI, no al progetto

18 partecipanti alla consultazione si dichiarano generalmente contrari all’autorizzazione della DPI in Svizzera e pertanto sono anche contrari alla modifica proposta dalla legge, tra cui un Cantone (LU), i partiti PPD, UDF, PEV, PCC, organizzazioni ecclesiastiche e a tutela di persone disabili nonché singoli gruppi d’interesse.

Alcuni partecipanti sottolineano che la DPI non è conciliabile con la dignità umana, in quanto con essa si accetta «il rigetto mirato e l’eliminazione di embrioni». Una restrizione della DPI alle «malattie gravi» è irrealizzabile, come ha evidenziato chiaramente la prassi internazionale negli ultimi anni. La DPI spalancherebbe così le porte all’eugenetica.

Altri mettono in guardia dalle conseguenze sociali negative, soprattutto le implicazioni sociali riconducibili alla crescente medicalizzazione della procreazione. I genitori con un figlio handicappato dovrebbero visibilmente accettare il rimprovero che un tale bambino avrebbe potuto essere «evitato». Infine si osserva che, in seguito alla DPI, persone malate o con handicap verrebbero ancor più discriminate. Si mette pertanto in guardia contro una desolidarizzazione della società.