Rapporto e Avamprogetto
Consultazione 2010/126: Politica agricola 2014-2017: Evoluzione della politica agricola negli anni 2014-2017 · 312 pagine
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Condizioni quadro future
una fievole sostituibilità e, soprattutto, a un basso livello di riciclaggio. Molti Paesi di recente industrializzazione applicano strategie per lo sviluppo industriale basate su strumenti commerciali, fiscali e d'investimento che mirano a garantire loro l'esclusivo utilizzo delle proprie risorse. Un punto comune a tutte le materie prime non rinnovabili è il fatto che lo sfruttamento dei giacimenti diventa sempre più difficile e, generalmente, più costoso. Aumenta altresì il carico ecologico. Entrambi i fattori comportano, tendenzialmente, un rialzo dei prezzi. Lo stesso discorso vale per i mezzi di produzione agricoli che generano un tendenziale rincaro dei concimi azotati e fosforici. Si prevede inoltre che a causa della concentrazione dell'offerta nei Paesi ricchi di materie prime e del crescente potere di mercato dei Paesi di recente industrializzazione aumenterà la volatilità dei prezzi.
Nei prossimi quindici anni si prevede un'ulteriore rarefazione anche delle risorse naturali. In seguito alla crescita della popolazione mondiale e allo sviluppo degli insediamenti, entro il 2025 si ipotizza che andranno persi, a causa della sigillatura, dai 30 ai 40 milioni di ettari di terreni agricoli. Siccome la maggior parte delle città è costruita in zone fertili (regioni costiere, foci di fiumi), il maggiore fabbisogno di superfici andrà a scapito dei terreni coltivi di buona qualità. La Banca mondiale ritiene inoltre che ogni anno andranno persi dai 5 ai 10 milioni di ettari di terreni coltivi a causa del forte degrado. Secondo le previsioni della FAO e dell'OCSE, sarà possibile destinare alla campicoltura ulteriori 500 milioni di ettari di terreni agricoli; tuttavia ciò implicherà notevoli investimenti e le rese di tali superfici saranno inferiori alla media. Nei prossimi quindici anni potranno essere destinati alla campicoltura oltre 100 milioni di ettari, corrispondenti a circa il 7 per cento dell'attuale superficie campicola gestita a livello mondiale. Assieme al suolo, anche l'acqua è un fattore limitante decisivo per la produzione di materie prime vegetali. Attualmente il 70 per cento circa dell'acqua dolce utilizzata a livello mondiale è destinato all'agricoltura. La produzione sostenibile è a repentaglio soprattutto nei luoghi in cui si pratica un'irrigazione intensiva ricorrendo all'acqua di falda, prelevandone molta di più rispetto alla capacità di rigenerazione nell'arco dell'anno. Questa situazione si riscontra, ad esempio, nella Cina settentrionale, nella regione del Punjab o in aree del Vicino e Medio Oriente. In alcune regioni si constata già una penuria d'acqua. Secondo le stime dell'International Water Management Institute, se non si migliora la produttività idrica, entro il 2025 la domanda di acqua per l'alimentazione della popolazione aumenterà del 20 fino al 30 per cento. A ciò si aggiungerà il maggior fabbisogno in acqua potabile e per la produzione di energia (biocarburanti inclusi) e di altre materie prime vegetali (p.es. cotone). L'offerta futura di acqua subirà inoltre gli effetti del cambiamento climatico (cfr. n. 1.3.3).
Per la maggior parte delle materie prime e dei vettori energetici fossili la Svizzera dipende fortemente dalle importazioni. Più del 95 per cento del fabbisogno di fosforo, ad esempio, viene coperto da fonti extraeuropee. In Svizzera anche la disponibilità di suolo agricolo è molto limitata: per ogni abitante, infatti, vi sono solo 5,4 are di suolo coltivabile. A livello internazionale la Svizzera si trova, dopo il Giappone, al penultimo posto.