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Consultazione 2010/28: Messaggio sul finanziamento della cultura negli anni 2012-2015 (messaggio sulla cultura) · 92 pagine
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zioni della Confederazione e dei Cantoni contemplano sempre più disposizioni di rilevanza culturale (n. 1.1.3.1).
Le motivazioni e la logica degli interventi statali sono cambiate nel corso del tempo. Se agli esordi della promozione culturale pubblica servivano all'autoaffermazione dei giovani Stati nazionali e quasi sempre, come in Svizzera (decreto federale per la protezione dei monumenti storici del 1886, fondazione del Museo nazionale svizzero nel 1890, fondazione della Biblioteca nazionale svizzera nel 1895), alla salvaguardia del patrimonio culturale, a partire dagli anni Ottanta il dibattito sulla politica culturale iniziò ad essere determinato da esigenze socioculturali e da considerazioni economiche. Oggi al centro dell'approccio socioculturale si colloca l'interazione tra persone di varia età, sesso e origine. La prospettiva economica sottolinea l'importanza dell'offerta culturale per l'attrattiva geografica (redditività indiretta) e accosta la promozione culturale alla promozione economica. Le esperienze odierne legate alla mobilità e alla globalizzazione hanno trasformato temi come l'identità regionale, la coesione nazionale, la comprensione tra popoli in nuovi obiettivi di politica culturale.
Il significato primordiale delle arti è tuttavia il loro stimolo sensoriale. Le opere d'arte sono in grado di emozionare, commuovere, stimolare gli individui come nient'altro. Le arti acuiscono la percezione e ampliano la consapevolezza. Non esiste un esercizio migliore dell'arte per imparare a vedere, osservare, differenziare. Ascoltare, guardare, riflettere con senso analitico e critico rende gli individui attenti e capaci di esprimersi e giudicare. Non appena una sensazione si trasforma in un'evidenza emotiva o intellettuale diventa rilevante per l'intera società. Il valore intrinseco della cultura consiste nel farsi capire dall'altro e nel capire l'altro. Il fulcro della promozione culturale statale consiste nel contribuire allo sviluppo democratico della collettività consentendo agli individui di orientarsi culturalmente, presupposto fondamentale per l'esercizio dei diritti e dei doveri di cittadini3.
La politica culturale statale non si esaurisce nel procurare fondi e nell'attribuire sussidi a istituzioni, enti e progetti culturali. Agli operatori culturali occorrono opportunità di esibirsi e di esporre, ma anche un pubblico interessato e l'accesso al mercato culturale. La politica culturale implica la contestualizzazione della definizione e la tutela degli interessi degli operatori culturali, ma deve saper intervenire anche in altri ambiti. Hanno ripercussioni sostanziali sulla produzione culturale e sugli operatori culturali tra l'altro la politica tributaria e finanziaria (p. es. con la deducibilità delle offerte ad organizzazioni di pubblica utilità), la legge sul diritto d'autore (p. es. con la definizione di un adeguato compenso agli autori), il diritto economico (p. es. con il prezzo fisso dei libri), il diritto sulle assicurazioni sociali (p. es. con la sicurezza sociale) ma anche il diritto sulle fondazioni (le fondazioni veicolano la promozione culturale).
La promozione culturale statale è generalizzabile nei seguenti obiettivi principali:
3 Con riferimento alla Svizzera, il cosiddetto «Rapporto Clottu» osserva: «Il bisogno, avvertito in tutti i paesi democratici soprattutto a partire dalla fine della Seconda Guerra mondiale, di suscitare un pensiero sulla cultura e sugli strumenti necessari per una politica culturale, può solo essere spiegato con la volontà di estendere la democrazia.» (Elementi per una politica culturale in Svizzera – Rapporto della Commissione federale di esperti per lo studio della tematica d'una politica culturale svizzera, Berna 1975, pag. 13)