Rapporto esplicativo

Consultazione 2010/63: Modifica della legge sulle banche (too big to fail, TBTF) · 71 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 61Fedlex · Rapporto esplicativo

Con la proposta di legge, le banche «too big to fail» devono organizzare i loro servizi messi a disposizione delle altre banche (traffico dei pagamenti, operazioni di cambio, regolamento dei titoli ecc.) in modo da garantire in ogni momento a tali banche l’accesso a funzioni di rilevanza sistemica anche in caso di crisi. Il rischio elevato per le altre banche, risultante dalla dipendenza esistente da questi servizi, viene in tal modo sensibilmente ridotto.

Inoltre, a seguito delle prescrizioni più severe in materia di diversificazione, le banche «too big to fail» sono tenute a ridurre i loro grandi rischi. Infatti, limitando ulteriormente le interdipendenze finanziarie e operative delle banche di rilevanza sistemica nei confronti di tutte le banche e viceversa si vuole ridurre il rischio di contagio («contagion»). In tal modo si eviterebbe che l’insolvenza di una singola banca aumenti la probabilità d’insolvenza presso le altre banche. Una dipendenza minore riduce quindi anche la rilevanza sistemica delle banche. L’adeguamento come pure la perdita di vantaggi in termini di dimensione comportano costi di esercizio supplementari.

A prescindere dalla problematica «too big to fail» sono state adottate misure regolatorie che tengono conto nell’ambito delle attività commerciali delle esperienze raccolte durante la crisi. La crisi finanziaria ha evidenziato chiaramente che la copertura con fondi propri dei rischi di perdite derivanti da negoziazioni e cartolarizzazioni era troppo bassa. Questo si è manifestato in particolare presso gli istituti dotati di unità d’investment banking e i cui fondi propri per i rischi di mercato erano stati determinati sulla base di un modello (parola chiave: «value at risk»). Le rivedute prescrizioni del Comitato di Basilea comportano per questi istituti il previsto aumento massiccio delle esigenze in materia di fondi propri per rischi di mercato.

3.3.3.2 Ripercussioni dell’adeguamento dei modelli operativi

Business aligned legal entities

Una componente della regolamentazione «too big to fail» è l’esigenza di avvicinamento delle strutture giuridiche e operative della banca ai suoi settori di attività (cosiddette «business aligned legal entities»). Le banche devono orientare le loro organizzazioni agli andamenti concreti delle attività e delle operazioni. Le attuali organizzazioni e operazioni comprendono numerosi enti giuridici che non sono in relazione con le attività di base. Oltre all’elevata complessità dell’organizzazione, in situazioni d’emergenza questa indipendenza rende necessario ampi sforzi di coordinamento con i diversi enti giuridici e alimenta considerevoli incertezze a seguito di eventuali contestazioni. Poiché tali adeguamenti richiedono uno scostamento dall’organizzazione delle banche «too big to fail», ottimizzata in base alle condizioni quadro finora in vigore, si presume che oltre alle spese di conversione risulteranno anche spese d’esercizio più elevate.

Esigenze organizzative in materia di struttura del bilancio / attivi e passivi

A causa dei modelli operativi come pure delle condizioni quadro attualmente applicate in Svizzera sussiste un’importante eccesso di attività, riconducibile a due effetti: grazie all’attività con facoltosi clienti privati le banche ricevono considerevoli fondi d’investimento, ad esempio dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna. I clienti indigeni si aspettano che la sicurezza di questi conferimenti non sia garantita soltanto da una filiale locale, bensì anche attraverso la contabilizzazione presso le case madri. Dal momento che nel mercato dei capitali svizzero le case madri hanno invece solo possibilità limitate di effettuare investimenti, le risorse delle società estere del gruppo possono essere destinate a investimenti nei mercati terzi. Ciò determina una stretta inter-