Rapporto esplicativo

Consultazione 2010/63: Modifica della legge sulle banche (too big to fail, TBTF) · 71 pagine

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impedisce in ultima analisi quel cambiamento strutturale che promuove il benessere, poiché le imprese di rilevanza sistemica mal gestite non sono costrette a uscire dal mercato. La crisi finanziaria ed economica ha messo in luce il fatto che numerose banche sono considerate a livello internazionale «too big to fail». Nel corso della crisi oltre due terzi delle 100 maggiori banche a livello mondiale hanno ricevuto un sostegno dallo Stato. Quando lo Stato ritiene un’impresa «too big to fail» ed è pertanto costretto ad aiutarla in caso di insolvenza effettiva o imminente, si scardina un meccanismo centrale di sanzioni del mercato. Questa situazione spinge gli investitori e gli organi decisionali degli istituti finanziari a un’incauta gestione dei rischi. Le misure di sostegno statali hanno avuto conseguenze notevoli, in parte drammatiche, sui conti pubblici di numerosi Paesi e limiteranno per diversi anni il margine di manovra fiscale di tali Paesi. Già solo il fatto che vi sia la possibilità di un sostegno di determinati istituti da parte dello Stato può dar luogo a distorsioni del mercato e a un impiego inefficiente delle risorse.

Il 4 novembre 2009 il Consiglio federale ha nominato una Commissione di esperti incaricata di elaborare un rapporto con misure volte a limitare i rischi che le grandi imprese comportano per l’economia. Alla base vi è tra l’altro un mandato parlamentare conferito a seguito della mozione del 3 ottobre 2008 del Gruppo dell’Unione democratica di centro «Evitare rischi eccessivi per l’economia svizzera» (08.3649). La Commissione di esperti è stata incaricata di redigere, entro l’autunno del 2010, un rapporto che indichi anzitutto in che modo è possibile contenere i rischi per l’economia nazionale provenienti da queste grandi imprese, tenendo debitamente conto degli aspetti inerenti alla redditività e alla concorrenza. Inoltre essa doveva illustrare i possibili approcci e le priorità d’intervento.

1.2 Rapporto della Commissione di esperti

Il 22 aprile 2010 è stato presentato al Consiglio federale un rapporto intermedio con risultati provvisori. Il Consiglio federale ha dichiarato pubblicamente di appoggiare l’orientamento del rapporto e ha evidenziato l’importanza delle misure proposte. Il rapporto finale è stato trasmesso al Consiglio federale il 30 settembre 2010. Nella sua seduta del 13 ottobre esso ha deciso di sostenere l’orientamento delle misure illustrate nelle parti del rapporto relative al pacchetto di misure e di elaborare, sulla base del rapporto della Commissione di esperti, un rapporto da porre in consultazione finalizzato ad attuare tale orientamento in conformità al pacchetto di misure presentato nel rapporto. Bisogna altresì esaminare quali sono le misure fiscali idonee a migliorare le condizioni quadro per il mercato obbligazionario svizzero e in particolare per i prestiti obbligatoriamente convertibili («contingent convertible», abbreviato CoCos).

L’esaustivo rapporto della Commissione di esperti prevede un pacchetto di misure volto a limitare i rischi legati alla problematica «too big to fail» di banche di rilevanza sistemica per l’economia svizzera. L’accento è posto su un inasprimento delle esigenze in materia di fondi propri, sorretto da nuovi strumenti di capitale, e su misure organizzative che garantiscono anche in caso di crisi prestazioni di servizi imprescindibili nel traffico dei pagamenti, nelle operazioni di deposito e in quelle di credito. Completano il quadro prescrizioni più severe in materia di liquidità e una limitazione delle interconnessioni e dei grandi rischi nel settore finanziario.

Per quanto riguarda le due grandi banche Credit Suisse e UBS, designate di rilevanza sistemica, le esigenze proposte superano chiaramente gli standard attualmente validi.