Rapporto sui risultati

Consultazione 2010/7: Revisione parziale della legge sulla radiotelevisione · 5 pagine

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Libera scelta del set-top-box

sottotitolaggio ineccepibile rispettivamente la traduzione in linguaggio dei segni e

l’audiodescrizione.

• FPC, FRC, acsi, Greenpeace, WWF e SES chiedono che venga considerato anche il consumo

energetico dei set-top-box.

• Arbus desidera una sorveglianza e un’informazione regolare circa le pratiche commerciali nel

settore della via cavo (definizione dei prezzi, qualità e offerta).

2 Legge sulla radiotelevisione (LRTV) Art. 65a LRTV (libera scelta dell’apparecchio di ricezione per la televisione digitale)

Stando al progetto di legge, il Consiglio federale può emanare prescrizioni tese a permettere di scegliere liberamente il set-top-box per captare la televisione digitale. Egli considera la situazione sul mercato e lo stato della tecnica, stabilisce inoltre le condizioni tecniche e commerciali.

Alcuni ritengono questa regolamentazione inutile, argomentando che sul mercato della televisione digitale regna la concorrenza (Cablecom, Swisscom, Swisscable, asut, Orange, Finecom, Schweizer Presse, Pro Sieben, Sat 1, economiesuisse). Asut e Orange temono inoltre che una regolamentazione possa nuocere alla dinamica del mercato e al suo sviluppo.

Altri reputano il progetto troppo poco lungimirante e chiedono un divieto della codifica di base (FPC, FRC, acsi, InterGGA, HEV, MV, hotelleriesuisse, Gastrosuisse, Greenpeace, WWF, SES e UDC Valais Romand).

Cablecom, Swisscable, asut, Orange, Teleclub e Finecom criticano il fatto che non siano soddisfatti i requisiti giuridici per una norma di delega. Un intervento drastico sulla libertà economica e sulla proprietà va effettuato a livello legislativo e non può dunque essere delegato al Consiglio federale.

FPC, FRC e acsi propongono di iscrivere nell’articolo di legge tutte le norme vincolanti in modo da impedire una facile modifica.

3 Ordinanza sulla radiotelevisione (ORTV) Art. 56a cpv. 1 ORTV (Accesso ai programmi televisivi elaborati in forma digitale e trasmessi su linea)

Il progetto chiede che i fornitori di servizi di telecomunicazione che diffondono i loro programmi

codificati e su linea mettano a disposizione l’offerta di base anche tramite un sistema che ne autorizza l’accesso. Tale sistema deve poter essere impiegato negli apparecchi di ricezione disponibili sul mercato che dispongono di un’interfaccia standardizzata e diffusa sul mercato (ad es. Common Interface).

Molte prese di posizione si riferiscono all’introduzione della soluzione Smartcard da parte di

Cablecom, la utilizza l’interfaccia CI+ (FPC, FRC, acsi, VSRT, InterGGA, sgv, MV, HEV,

GastroSuisse, hotelleriesuisse, Migros, UDC Valais Romand, Greenpeace, WWF, SES nonché la stragrande maggioranza dei privati). Viene sottolineato il fatto che CI+ non sia (ancora) uno standard internazionale e che esistono solo pochi apparecchi compatibili con questa interfaccia. Il progetto non mira tuttavia a un’abolizione dell’obbligo di possedere un set-top-box. Si ritiene inoltre che l’interfaccia CI+ limiti fortemente i diritti dei consumatori, poiché permette, ad esempio, di impedire la ricezione di singole trasmissioni o l’avanzamento rapido (FPC, FRC, acsi, InterGGA, MV, HEV, GastroSuisse,

hotelleriesuisse, UDC Valais Romand).

D/ECM/8358826 ii