Rapporto sui risultati
Consultazione 2010/7: Revisione parziale della legge sulla radiotelevisione · 5 pagine
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Libera scelta del set-top-box
Alcuni pareri si esprimono sul fattore usabilità che solo l’interfaccia CI può garantire. Infatti, molte economie domestiche possiedono già un televisore moderno con tuner digitale e scomparto CI integrato, in grado di captare l’offerta digitale di base anche senza set-top-box (FPC, FRC, acsi, MV, privati). Infine, bisognerebbe aspirare anche a un utilizzo semplificato e conviviale (Sony, ERF
Medien, VSRT, Private).
Molti partecipanti temono inoltre che l’introduzione dell’interfaccia CI+ continui a richiedere un elevato numero di set-top-box e crei quindi un aumento indesiderato del consumo energetico (FPC, FRC,
acsi, Greenpeace, WWF, SES, sgv, MV, GastroSuisse, hotelleriesuisse, UDC Valais Romand).
Numerosi sono coloro che ritengono necessario vietare esplicitamente l’utilizzo dell’interfaccia CI+.
In altri pareri è invece stato posto l’accento sull’importanza o la necessità di un set-top-box
proprietario. Solo così un fornitore di servizi di telecomunicazione è in grado di garantire il
funzionamento dei servizi supplementari (ad es. EPG o audio multicanale) e una determinata qualità di trasmissione (Cablecom, Swisscable, asut, Finecom, Orange).
Economiesuisse afferma che, di fatto, il progetto di legge obbliga i fornitori di servizi di
telecomunicazione ad adottare lo standard CI, poco promettente per il futuro. Ciò cementerebbe lo status quo e ostacolerebbe lo sviluppo del mercato.
Tre partecipanti incitano a concretizzare nel testo di legge l’interfaccia standardizzata e diffusa sul mercato (VSRT, Forum dei consumatori, EKK).
Art. 56a cpv. 2 ORTV (Accesso ai programmi televisivi elaborati in forma digitale e trasmessi su linea)
Stando al progetto, i fornitori di servizi di telecomunicazione che diffondono le loro offerte televisive attraverso il protocollo Internet (IPTV), sono esclusi per due anni dai requisiti di cui al capoverso 1.
Cablecom, Swisscable, Finecom, sgv, Pro Sieben e Sat 1 vedono nella disposizione una distorsione indesiderata o ingiustificata della concorrenza e declinano la regolamentazione.
Swisscom, Sunrise, Orange, VSRT, Arbus, FPC, FRC, acsi e UDC Valais Romand sono invece fondamentalmente favorevoli all’eccezione concessa agli IPTV e fanno riferimento in particolare alla tecnologia alternativa e ancora giovane nonché all’attuale mancanza di uno standard IPTV per gli apparecchi di ricezione.
Alcuni partecipanti si esprimono contro la fase di transizione di due anni, poiché la ritengono
insufficiente o arbitraria (Swisscom, Orange, Swisscable, Finceom, Teleclub). FPC, FRC, acsi, VSRT e Arbus ritengono il termine fondamentalmente opportuno. Sony valuta inutile una fase di transizione, ma qualora venisse fissato un termine, reputa che bastino 12 mesi.
Alcuni temono che la fase di transizione di due anni ostacoli o impedisca l’ingresso sul mercato per i nuovi fornitori di servizi di telecomunicazione, il che rallenterebbe lo sviluppo di questa tecnologia (Sunrise, Konsumentenforum, EKK, sgv).
Art. 56a cpv. 3 ORTV (Accesso ai programmi televisivi elaborati in forma digitale e trasmessi su linea)
Secondo il progetto il DATEC può disciplinare altri dettagli del sistema di autorizzazione dell’accesso. Può in particolare definire determinati standard tecnici applicabili o accettare altre possibilità che permettono una libera scelta dei decodificatori.
D/ECM/8358826 iii