Rapporto sui risultati
Consultazione 2011/119: Rapporto del Consiglio federale sulla strategia della protezione della popolazione e della protezione civile 2015+ · 20 pagine
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Tendenzialmente negativo, Inspection cantonale des sapeurs-pompiers Fribourg,4
solo parzialmente CSP, FSP, ASPP d’accordo, critiche e proposte più ampie Sostanzialmente negativo, ZH, VVAGI2
critica fondamentale, rifiuto Senza giudizio PES/AVeS, Corpataux-Magnedens, H+3
La tabella mostra che una netta maggioranza dei partecipanti dà un giudizio sostanzialmente positivo sul progetto di rapporto, che buona parte fino a una loro maggioranza lo condivide e che le critiche e le proposte di modifiche si limitano ad alcuni singoli aspetti. Il gruppo favorevole al rapporto comprende segnatamente tutti i Cantoni ad eccezione del Cantone di Zurigo, unico Cantone a essersi pronunciato per un rinvio e una rielaborazione del rapporto poiché conterrebbe insufficienti riflessioni strategiche e non risolverebbe questioni fondamentali, limitandosi unicamente a rinviarle.
L'ampio consenso dei Cantoni indica che mediante il rapporto il gruppo di progetto costituito pariteticamente è riuscito a creare una solida base iniziale per l'ulteriore sviluppo congiunto del sistema integrato di protezione della popolazione e della protezione civile, ossia uno degli obiettivi di ordine superiore di tale progetto. Il fatto che il rapporto sia stato elaborato in maniera paritetica unitamente a rappresentanti cantonali è stato lodato e ritenuto il miglior modo di procedere dai Cantoni, a maggior ragione poiché la protezione della popolazione è un ambito che compete in gran parte ai medesimi. Le critiche dei Cantoni sono quindi soltanto puntuali, anche se non bisogna dimenticare che per essi sussiste un aspetto centrale, segnatamente il finanziamento dell'equipaggiamento personale e del materiale d'intervento della protezione civile. A tale proposito, tutti i Cantoni chiedono una maggiore partecipazione della Confederazione per adempiere il principio dell'uniformità e dell'interoperabilità per quanto riguarda il materiale da acquistare e la ripartizione dei compiti tra la Confederazione e i Cantoni conformemente alla Costituzione e alle leggi. Nella fattispecie, si tratta di una questione da lungo tempo controversa, e che pertanto, come anche richiesto dai Cantoni, deve ora essere imperativamente affrontata e risolta nell'ambito dei lavori di progetto che faranno seguito al rapporto.
Oltre ai Cantoni, si sono segnatamente espressi anche le associazioni mantello delle Città e dei Comuni, i rappresentanti delle organizzazioni partner della protezione della popolazione (soprattutto la polizia e i pompieri) nonché terzi che, in senso più ampio, hanno un rapporto di partenariato con il sistema integrato di protezione della popolazione (p. es. Croce Rossa, Federazione svizzera dei samaritani). Pure loro condividono gran parte del rapporto. Anche in questo caso, la principale critica è sostanzialmente la stessa, ossia che nel rapporto non si è tenuto sufficientemente conto dell'importanza del rispettivo livello o della rispettiva istituzione o organizzazione nell'ambito del sistema integrato di protezione della popolazione. Le Città e i Comuni ritengono di essere insufficientemente considerati nel rapporto tenuto conto della loro reale importanza nella gestione quotidiana e nella gestione delle crisi, anche se questa critica viene relativizzata dal fatto che da parte di molti Cantoni si afferma il contrario, ossia che il livello comunale è un ambito che compete al Cantone e di conseguenza non va incluso in un rapporto del Consiglio federale. Dal canto loro, i terzi associati al sistema integrato di protezione della popolazione quali la Croce Rossa, la Federazione svizzera dei samaritani o la REDOG rilevano l'assenza di spiegazioni come pure di chiarimenti sul ruolo e l'utilità delle loro rispettive organizzazioni nell'ambito del sistema integrato di protezione della popolazione.
Tra le organizzazioni partner della protezione della popolazione solo i rappresentanti dei pompieri esprimono ampie critiche. In particolare, rimproverano al rapporto di non delimitare in modo sufficientemente chiaro la protezione della popolazione (quale sistema integrato
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