Rapporto sui risultati
Consultazione 2011/119: Rapporto del Consiglio federale sulla strategia della protezione della popolazione e della protezione civile 2015+ · 20 pagine
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Esercito: in sostanza, la collaborazione attuale tra la protezione della popolazione e l'esercito è valutata in modo assai positivo. Una larga maggioranza ritiene che l'appoggio sussidiario con mezzi dell'esercito praticato finora, come delineato nel rapporto, debba continuare. In singoli casi si auspica che l'esercito svolga un ruolo ancora maggiore, mentre d'altra parte si ritiene invece che l'aiuto in caso di catastrofe sia un compito puramente civile e che si debba considerare l'opportunità di un trasferimento di mezzi militari ai civili.
Coordinamento: la maggior parte dei partecipanti alla consultazione è favorevole a un rafforzamento del ruolo dell'UFPP nell'ambito della protezione della popolazione, nella misura in cui tale ruolo si limiti a un maggiore coordinamento dell'intero sistema e siano rispettate le competenze costituzionali e legali. Diversi Cantoni sottolineano che un maggiore coordinamento da parte dell'UFPP va associato a una chiara definizione dei suoi compiti nonché a un esame di eventuali adeguamenti organizzativi. Inoltre, per la maggior parte dei Cantoni è imperativo che un maggiore coordinamento (p. es. per garantire l'interoperabilità e l'uniformità dell'equipaggiamento, del materiale o della documentazione didattica) sia accompagnato da una più grande partecipazione finanziaria della Confederazione; in caso contrario i Cantoni non sono disposti ad accettare prescrizioni della Confederazione.
Organi di contatto: la designazione di organi centrali di contatto per tutte le questioni relative alla protezione della popolazione a livello federale e cantonale (per le attività quotidiane e la gestione degli eventi) è incontestata e riconosciuta da molti come un importante progresso.
Ripartizione dei compiti: la ripartizione dei compiti tra le organizzazioni partner della protezione della popolazione è considerata da tutti sostanzialmente corretta; pertanto, il fatto che nella fattispecie non è necessario procedere a modifiche di fondo è incontestato. Tuttavia, da più parti si chiede di chiarire e disciplinare determinate interfacce in seno al sistema integrato e con altri partner. All'interno del sistema integrato è segnatamente il caso della ripartizione dei compiti tra pompieri e protezione civile, nell'ambito della quale singoli Cantoni e le organizzazioni dei pompieri si dicono contrari a un'estensione dei compiti della protezione civile, poiché essa non è né equipaggiata né istruita per impieghi nei settori chiave dei pompieri ed entra quindi in considerazione unicamente nell'ambito di attività d'appoggio. Diverse organizzazioni che, in senso più ampio, hanno un rapporto di partenariato con il sistema integrato di protezione della popolazione (p. es. Croce Rossa, Federazione svizzera dei samaritani, REDOG), chiedono che le loro prestazioni nell'ambito dell'aiuto in caso di catastrofe siano maggiormente riconosciute e vengano disciplinate in modo vincolante con il sistema integrato di protezione della popolazione. Inoltre numerosi Cantoni chiedono che venga prestata maggiore attenzione al ruolo delle aziende pubbliche e dei servizi tecnici privati, in particolare a quello dei gestori di infrastrutture critiche, e che si facciano considerazioni più concrete su quali di questi attori e in che misura debbano e possano essere coinvolti nel sistema integrato.
Tuttavia, la principale critica concernente la ripartizione dei compiti e le interfacce nell'ambito della protezione della popolazione riguarda il ruolo della protezione civile: praticamente tutti i Cantoni sono contrari ad assegnare compiti alla protezione civile in occasione della gestione di catastrofi e situazioni d'emergenza, poiché essa non è istruita, equipaggiata o strutturata per tale evenienza. Pertanto i Cantoni rifiutano qualsiasi forma di impiego della protezione civile sotto la loro responsabilità e chiedono per contro che la questione di sapere se la protezione civile debba essere effettivamente uno strumento di politica di sicurezza venga esaminata e, se del caso, adeguata a livello legale.
Analisi integrata della situazione: la creazione di un'analisi integrata della situazione gestita dalla Confederazione è in linea di principio accolta favorevolmente da tutti, anche se in singoli casi si dubita della realizzabilità di un simile sistema.
Sistema dell'obbligo di prestare servizio: l'intenzione di istituire un ampio gruppo di studio per verificare il sistema dell'obbligo di prestare servizio è di principio accolta positivamente da una larga maggioranza, a condizione che i Cantoni e le organizzazioni partner vi siano rappresentati adeguatamente. Nel dettaglio le opinioni e le esigenze concernenti i lavori di
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