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Consultazione 2011/70: Strategia Biodiversità Svizzera · 78 pagine
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Rapporto Strategia Biodiversità Svizzera UFAM 2011
Il Piano strategico fissa i seguenti obiettivi strategici di lungo termine: Obiettivi a lungo termine
del piano strategico
combattere le cause del degrado della diversità biologica includendo sistematica-
mente questo obiettivo in tutti i settori dello Stato e della società;
ridurre la pressione (danni diretti o influssi negativi) sulla biodiversità e promuover-
ne l’utilizzazione sostenibile;
migliorare lo stato della diversità biologica salvaguardando gli ecosistemi, le specie
e la diversità genetica;
accrescere i benefici fruibili da tutti derivanti dalla diversità biologica e dai servizi
ecosistemici;
migliorare il processo attuativo attraverso una pianificazione partecipativa, la ge-
stione delle conoscenze e lo sviluppo delle competenze.
Tutti gli obiettivi strategici di lungo periodo elencati sopra prevedono obiettivi concreti Aichi Targets – specifici che gli Stati firmatari devono raggiungere entro il 2020. Nel fascicolo allega- obiettivi concreti anche to alla Convenzione sulla diversità biologica, questi obiettivi sono indicati con la per la Svizzera designazione «Aichi-Targets», ovvero obiettivi di Aichi (Nagoya si trova nella prefet-
tura di Aichi). Nei settori pertinenti per la Svizzera, gli obiettivi strategici per il nostro
paese sono riformulati rispetto ai Target di Aichi in modo da adattarli alle specificità
nazionali. La concretizzazione del piano strategico a livello europeo è stata annunciata
con la pubblicazione della strategia dell’UE57 avvenuta il 3 maggio 2011.
3.4 Interdipendenza globale
L’interconnessione della Svizzera con il resto del mondo assume molteplici forme.
Molte risorse genetiche utilizzate in diversi settori nazionali (agricoltura, industria
farmaceutica e delle biotecnologie, ricerca accademica) provengono infatti da altri
Paesi.
La Svizzera influenza dal canto suo la diversità biologica del pianeta. Dalla metà del Impatto della Svizzera secolo scorso il consumo delle risorse da parte della Svizzera è fortemente incrementa- sulla biodiversità globale to.58 L’inquinamento ambientale generato dalla domanda finale interna al di fuori dei
confini nazionali è nettamente superiore all’inquinamento ambientale che essa genera
direttamente a livello nazionale59 Per soddisfare il consumo nazionale è infatti necessa-
rio importare materie prime, semilavorati e prodotti finiti (cfr. anche cap. 6.10).
L’estrazione di materie prime, la produzione, l’utilizzazione, lo smaltimento e il rici-
claggio di questi beni hanno tutti conseguenze dirette o indirette sulla biodiversità
globale.
La Svizzera ha un impatto sulla biodiversità globale anche attraverso i servizi che essa
importa ed esporta60 nell’ambito delle catene internazionali del valore aggiunto, inclusi
gli investimenti all’estero ad esse associati. Per questo motivo, il commercio estero,
come anche la cooperazione allo sviluppo, devono essere rispettosi dell’ambiente e
della biodiversità, in virtù del principio della sostenibilità. I criteri in base ai quali le
imprese svizzere esercitano le loro attività possono avere un forte influsso sulla biodi-
versità globale. Nel quadro della cooperazione economica allo sviluppo, la Svizzera
57 Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al comitato delle regioni. La nostra assicurazione sulla vita, il nostro capitale naturale: strategia dell’UE sulla biodiversità fino al 2020, Bruxelles, 3 maggio 2011. Approvata dal Parlamento i l 21 giugno 2011. 58 BFS Aktuell 2008: Monitoring der Nachhaltigen Entwicklung. Die Schweiz in einer globalisierten Welt. Online verfügbar unter www.bfs.admin.ch/bfs/portal/de/index/themen/21/22/publ.Document.114903.pdf [Sta to: 29.07.2011] 59 Jungbluth N. et al. 2011: Environmental Impacts of Swiss Consumption and Production. Environmentally extended input-output-analysis. ESU-services GmbH, Rütter+Partner, su mandato dell’Ufficio federale dell’ambiente (UFAM). Berna
60 Ad esempio, consulenza, trasferimento di tecnologia