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Consultazione 2011/70: Strategia Biodiversità Svizzera · 78 pagine
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Rapporto Strategia Biodiversità Svizzera UFAM 2011
sionisti che lavorano nei settori rilevanti per la biodiversità o che possono diventarlo, esiste un’offerta di consulenza basata sulle più recenti conoscenze.
Ricerca: il settore svizzero della ricerca sulla biodiversità svolge ricerca di punta fondamentale e applicata a livello internazionale fornendo un importante contributo alla soluzione di problematiche urgenti. Questo implica sforzi a livello di acquisizione, raccolta e sintesi dei dati, di teorizzazione, ricerca sperimentale su scale spaziali e temporali adeguate, creazione di aree di ricerca interdisciplinari a lungo termine come pure a livello di messa in rete dei ricercatori per migliorare l’accesso a nuove conoscenze, metodi e tecnologie nonché per ottimizzare la formazione di base e continua. A tale scopo vanno migliorate le strutture e le reti esistenti. I ricercatori non devono più limitarsi alle sole possibilità offerte dal Fondo nazionale svizzero (FNS), ma devono impegnarsi attivamente in concorsi per i nuovi poli di ricerca nazionali (PRN) e proporre nuovi programmi nazionali di ricerca nei quali le scienze naturali, tecniche, umane e sociali e gli attori di altri ambiti della società collaborino strettamente.
Scambio di conoscenze: le nuove conoscenze e quelle esistenti devono essere a disposizione degli attori dell’amministrazione, dell’economia, della politica e degli addetti ai lavori. Questo implica il rafforzamento delle interfacce e il miglioramento dello scambio di conoscenze tra la scienza e gli altri settori della società nonché l’elaborazione, la raccolta e la sintesi dei risultati della ricerca in funzione dei gruppi target.
7.8 Promozione della biodiversità negli insediamenti
La biodiversità deve trovare spazio anche negli insediamenti, in quanto svolge impor- Sfida tanti funzioni naturali e climatiche, contribuisce a promuovere la salute e serve alle attività di svago e alla sensibilizzazione della popolazione. Nell’ambito della revisione parziale della legge federale sulla pianificazione del territorio152, che dev’essere ancora dibattuta in Parlamento, sono state proposte misure per limitare l’espansione degli insediamenti e promuovere la densità insediativa. Occorre quindi garantire in maggior misura la disponibilità di aree verdi e libere da costruzioni negli insediamenti e l’interconnessione tra queste aree. Ma soprattutto occorre migliorare la loro qualità nell’ottica di un utilizzo multifunzionale.
Obiettivo
Entro il 2020, lo spazio urbano contribuisce al collegamento degli habitat grazie alla promozione della diversità biologica negli spazi insediativi, le specie tipiche di questi spazi sono preservate e la popolazione ha la possibilità di vivere a contatto con la natura nel contesto abitativo e nelle zone ricreative.
Il potenziale di pianificazione territoriale per l’interconnessione ecologica e la creazio- Campi d’azione ne o la conservazione di aree verdi e libere negli insediamenti non è ancora esaurito. Nel quadro della seconda tappa della revisione della legge sulla pianificazione del territorio occorrerà descrivere con maggiore precisione le esigenze che gli strumenti di pianificazione territoriale (piani direttori e regolatori) devono soddisfare nel settore della natura e del paesaggio. L’obiettivo è fare in modo che gli aspetti «paesaggio» e «biodiversità» vengano trattati sistematicamente a livello sia di piano direttore (Cantoni) che di piano regolatore (Comuni) e venga garantita la disponibilità delle superfici necessarie. Anche negli spazi insediativi la biodiversità deve poter svolgere le sue molteplici funzioni sul maggior numero possibile di superfici.
152 Revisione della legge federale sulla pianificazione del territorio: 10.019 (controprogetto indiretto all’iniziativa sul paesaggio).