Rapporto esplicativo

Consultazione 2012/34: Revisione totale della legge federale sull'approvvigionamento economico del Paese (legge sull'approvvigionamento del Paese, LAP) · 51 pagine

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detenere a un altro le proprie scorte strategiche. Tuttavia, gli Stati membri dell’UE devono far sorvegliare le loro scorte dalle autorità e quindi assumere il controllo della detenzione di scorte. Con il regolamento (UE) n. 994/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 20 ottobre 2010, concernente misure volte a garantire la sicurezza dell’approvvigionamento di gas, l’UE ha potenziato le basi legali e gli strumenti previsti a tale scopo. Questo regolamento provvede sia a misure preventive che a una reazione coordinata di fronte a problemi di approvvigionamento e intende assicurare che il mercato interno del gas funzioni bene e ininterrottamente. Ad esempio, stabilisce la cerchia di clienti il cui rifornimento di gas deve essere protetto e definisce le norme comuni in materia di infrastrutture e di approvvigionamento. Il regolamento prevede anche una valutazione del rischio e contiene piani d’azione preventivi e d’emergenza.

Gli strumenti e le misure per prevenire le crisi in relazione alla penuria di elettricità di sono di competenza nazionale. Alcuni obblighi giuridici dell’UE derivano indubbiamente dalla direttiva 2003/54/CE sul mercato interno dell’elettricità. Tuttavia, si tratta esclusivamente di prescrizioni destinate ai gestori delle reti affinché assicurino la stabilità delle reti a lungo termine, grazie a misure tecniche conformi al mercato. Non si tratta invece di misure statali per la prevenzione di crisi di fronte a una situazione di penuria imminente di elettricità che non può essere gestita con i regolari meccanismi di mercato e che esige quindi l’intervento dello Stato. La direttiva UE 2005/89/CE prescrive misure per garantire la sicurezza dell’approvvigionamento di elettricità mediante investimenti nelle infrastrutture. Ma anche in questo caso si mira a garantire il funzionamento delle reti e a mantenere a lungo termine l’equilibrio tra l’offerta e la domanda, nell’ambito di un mercato elettrico ben funzionante. A livello europeo non esistono regolamentazioni per la prevenzione di crisi, ad esempio attraverso la preparazione di misure statali per il disciplinamento dell’elettricità.

L’Unione europea si occupa della questione, ma in un contesto più ampio, volendo aumentare la resistenza delle reti di approvvigionamento elettrico e di altre importanti infrastrutture. Poiché le reti elettriche fanno parte delle cosiddette infrastrutture critiche, esse sono direttamente interessate dai lavori concettuali svolti a livello europeo nell’ambito del Programma europeo di protezione delle infrastrutture critiche (PEPIC-EPCIP). Il PEPIC presenta un quadro sovranazionale per le misure volte a proteggere le infrastrutture critiche nell’UE. Più che a garantire l’approvvigionamento, si interessa però alla prospettiva di proteggere edifici o installazioni. In seguito agli attentati terroristici di Madrid del marzo 2004, il Consiglio europeo, nel giugno 2004, ha incaricato la Commissione di elaborare una strategia dettagliata per la protezione delle infrastrutture critiche a livello europeo. Ciò riguarda in particolare le infrastrutture di trasporto e logistica. Nel dicembre 2008 il Consiglio ha emanato la corrispondente direttiva 2008/114/CE. Le minacce che il PEPIC intende combattere non si limitano al terrorismo, ma comprendono tutti i rischi e i pericoli come gli atti criminali, le catastrofi naturali e altri eventi che provocano delle crisi. Si tratta comunque soprattutto di proteggere edifici o installazioni più che di garantire l’approvvigionamento.

Il compito di garantire l’approvvigionamento alimentare nell’ottica di una crisi spetta agli Stati membri dell’UE. In questo settore non vi è però una cooperazione a livello europeo e la Commissione non ha emanato raccomandazioni per prevenire le crisi. L’UE obbliga però i suoi Stati membri che hanno costituito scorte strategiche a effettuare i loro acquisti e le loro vendite in modo da non influenzare, ad esempio, i