Rapporto esplicativo
Consultazione 2012/34: Revisione totale della legge federale sull'approvvigionamento economico del Paese (legge sull'approvvigionamento del Paese, LAP) · 51 pagine
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diritti costituzionali sotto diversi aspetti, ragione per cui la scelta di una legge non è contestata.
5.4 Confronto internazionale e rapporto con il diritto internazionale
5.4.1 Sicurezza dell’approvvigionamento nel confronto internazionale
Nel 2011 l’UFAE ha confrontato i sistemi di approvvigionamento di diversi Paesi («Die wirtschaftliche Landesversorgung im internationalen Vergleich – Ein Überblick über verschiedene Ansätze der Versorgungssicherung»). Da questo confronto è risultato che i sistemi giuridici non sono direttamente paragonabili, tante sono le differenze tra le realtà geografiche, politiche e storiche, tra i meccanismi per garantire l’approvvigionamento, le strategie, i piani e le basi legali. Ogni Paese ha un proprio modo di prepararsi alle crisi, per evitare gravi situazioni di penuria o per gestirle. Ad eccezione della Finlandia e della Svizzera, nessun Paese fra quelli presi in esame dispone di un’autorità centrale che si dedica esclusivamente a garantire l’approvvigionamento nella sua globalità in caso di crisi. In tutti gli altri Paesi, i diversi compiti in materia di approvvigionamento sono ripartiti tra diverse autorità. Tuttavia, per risolvere i vari problemi concreti, si trovano approcci simili che sono ripresi anche in questo avamprogetto di legge. Soprattutto per quanto concerne le infrastrutture chiave per l’approvvigionamento (elettricità, logistica dei trasporti o telecomunicazioni) ci si sforza sempre di più di accrescere la capacità di resistenza e di rigenerazione dei sistemi tecnici. In molti di questi Paesi la nozione di resistenza non si applica soltanto al settore delle infrastrutture ma è sempre più spesso trasferita anche a interi settori dell’economia e della società: è il caso di Finlandia, Svezia, Gran Bretagna e Stati Uniti.
Molti Paesi non si basano più, per la prevenzione delle crisi, su scenari concreti di cui si studiano le origini e i legami di causalità complessi in vista di determinate crisi. Essi cercano piuttosto, a prescindere dalle possibili cause, di pianificare misure con l’economia privata per poter reagire in modo adeguato a ogni tipo di crisi. Nella maggior Parte di questi Paesi, l’economia privata contribuisce attivamente a garantire l’approvvigionamento e lo Stato si avvale delle competenze e dei servizi dei rappresentanti dei settori economici interessati, sia per prevenire che per gestire le crisi. Insieme agli organi statali, analizzano i rischi, sviluppano strategie, progetti e piani d’emergenza concreti, che metteranno in atto in caso di crisi. La costituzione di scorte diretta dallo Stato costituisce sempre un elemento centrale per garantire i beni d’importanza vitale. Fra le scorte più diffuse si annoverano quelle di energie fossili e anche di alcune derrate alimentari di base.
Dalla fine degli anni ‘60, la Comunità economica europea – diventata in seguito Unione europea – attua una prevenzione coordinata tra i suoi membri per evitare penurie di petrolio greggio. Con la direttiva 68/414/CEE gli Stati membri dell’UE sono stati obbligati a costituire scorte strategiche di petrolio greggio. Da allora la costituzione di scorte è stata potenziata da altre direttive. La direttiva 2006/67/CE obbliga gli Stati membri dell’UE a mantenere un livello minimo di scorte di prodotti petroliferi pari almeno a novanta giorni del consumo interno giornaliero medio dell’anno civile precedente. Gli Stati membri possono delegare parzialmente o interamente la detenzione di scorte a enti privati. Uno Stato membro può inoltre far