Rapporto sui risultati
Consultazione 2012/46: Strategia energetica 2050 · 73 pagine
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Le imprese del settore elettrico non sono per principio contrarie al nuovo orientamento della politica energetica e sostengono ad es. gli sforzi nel campo delle energie rinnovabili e dell’efficienza energetica, così come previsti dal 2007 nell’ambito della politica dei quattro pilastri. Oltre la metà dei partecipanti di questo gruppo respinge tuttavia la struttura del progetto per la consultazione, criticando in molti casi le ipotesi di base e le condizioni non realistiche (ad es. Arbon Energie). Ripetutamente è stata chiesta una decisione in merito da parte della popolazione, vista l’ampia portata del nuovo orientamento della politica energetica (tra gli altri da AEW Energie). Diversi partecipanti alla consultazione (tra cui Axpo, CKW) riconoscono la svolta auspicata e intendono partecipare in modo costruttivo al nuovo orientamento. Come contropartita si chiede un progetto realistico e attuabile: la versione attuale non può essere appoggiata da questi partecipanti. Gli aspetti criticati sono, tra gli altri, le ipotesi di base, la mancanza di una procedura dettagliata suddivisa in fasi per il 2020 con obiettivi realistici, le dannose distorsioni della concorrenza legate alle misure, le tendenze verso un’economia pianificata, i costi supplementari attesi, l’esclusione di singole tecnologie e la suddivisione in diverse fasi. La DSV accoglie favorevolmente l’orientamento di fondo, ma auspica una totale rielaborazione delle misure e sostiene la necessità di un quadro regolatorio coerente e integrale per tutti i vettori energetici. Il progetto presenterebbe lacune, carenze ed elementi di pianificazione economica. Inoltre la DSV chiede che il settore sia coinvolto nella strutturazione del progetto. Questi e altri argomenti affini vengono avanzati anche da altri partecipanti alla consultazione, tra cui Elektrizitätswerke des Bezirks Schwyz, Energie Seeland, Energie Uetikon, Energieversorgung Büren, Energieversorgung Blumenstein, EVK, EWJ, EWK Herzogenbuchsee, EWN, IB Wohlen, IBI, IB Murten, ibk, NetZulg, SAK, Sierre-Energie e AEG. Secondo la Genossenschaft Elektra Birseck il progetto posto in consultazione è incompleto,
eccessivamente incentrato sull’energia elettrica e lascerebbe troppe questioni in sospeso per poter parlare di una procedura suddivisa in fasi. A causa delle questioni in sospeso, anche EKT non condivide il progetto e lamenta ad es. la scarsa chiarezza in merito al finanziamento delle misure. Per Regio Energie Solothurn il progetto per la consultazione costituisce una base di discussione, ma le misure in sé non sono considerate adeguate per adempiere il mandato costituzionale. A seconda della posizione di fondo verso la Strategia energetica 2050 la procedura suddivisa in fasi viene rifiutata o considerata sensata; quest’ultima valutazione si registra perlopiù quando la sequenza è logica e coerente e le questioni in sospeso sono state chiarite. L’energia nucleare non dovrebbe essere abbandonata finché non verranno decise ed entreranno in vigore misure realistiche e attuabili. In alcuni casi la procedura suddivisa in fasi viene considerata una manovra tattica e in questo senso viene respinta (ad es. da Regio Energie Solothurn). L’AES in quanto principale associazione del settore sostiene in linea di principio l’intenzione del Consiglio federale, ma auspica una rielaborazione generale che preveda ad es. un quadro regolatorio coerente e integrale e obiettivi di sviluppo realistici. La procedura suddivisa in fasi non viene condivisa e si ritiene che tutte le misure andrebbero illustrate già
nell’ambito del primo pacchetto di misure. Swisselectric non individua nel progetto una vera e propria strategia. Poiché il fulcro della questione è il settore elettrico si chiede che nel sistema energetico globale l’energia elettrica sia considerata una soluzione e non una parte del problema. Swissgrid accoglie favorevolmente l’orientamento, ma giudica comunque insufficienti le misure proposte e sostiene la necessità di un quadro globale e integrale per la politica energetica. Swissgrid condivide la procedura suddivisa in fasi che probabilmente potrà agevolare l’attuazione della Strategia energetica. Anche RegioGrid sostiene gli sforzi di fondo per dare un nuovo volto alla politica energetica svizzera. Ma come altre, anche questa associazione auspica una rielaborazione globale. RegioGrid fa notare che parti dell’associazione respingono in linea di principio il progetto. La procedura suddivisa in fasi potrebbe essere in linea di massima sostenuta, ma non il collegamento con l’abbandono dell’energia nucleare. Come numerosi altri partecipanti alla consultazione, anche RegioGrid chiede che si svolga una votazione popolare su questo tema.
L’elaborazione della Strategia energetica è accolta favorevolmente dalla EWZ che tuttavia evidenzia la necessità di adeguare talune misure. Accolti favorevolmente sia il passaggio a un sistema
d’incentivazione sia il collegamento con l’abbandono dell’energia nucleare; su quest’ultimo punto
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