Rapporto sui risultati

Consultazione 2012/46: Strategia energetica 2050 · 73 pagine

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l’azienda ricorda la decisione dei cittadini di Zurigo del 2008 a favore dell’abbandono. Argomenti similari vengono avanzati dalla sgsw: anche in questo caso era già stata deciso l’abbandono e pertanto il suo collegamento con il pacchetto di misure è giudicata positivamente. Swisspower intende sostenere attivamente la Strategia energetica del Consiglio federale, nonostante non concordi su tutti i punti della proposta. L’azienda esprime delle riserve ad es. in merito alle ipotesi contenute nel progetto.

L’orientamento viene sostenuto tra gli altri da Groupe E, Renergia Zentralschweiz, EnAlpin, Energiegenossenschaft Elgg, Genossenschaft Elektra Jegenstorf e BKW che però lamenta la mancanza di una rappresentazione concreta della seconda fase e respinge pertanto la procedura suddivisa in fasi. Elektrizitätswerke ZH è fondamentalmente d’accordo, ma su alcuni punti esprime un’opinione diversa. Condivide la procedura suddivisa in fasi ed esprime la necessità di fissare obiettivi intermedi. In merito alla procedura suddivisa in fasi vengono presentati anche altri argomenti, ad es. la sicurezza degli investimenti e della pianificazione (Energiegenossenschaft Elgg) o il fatto che l’attuazione della Strategia energetica dovrebbe rimanere possibilmente snella (Genossenschaft Elektra Jegentsorf). Per IB Aarau e IWB, il progetto va nella giusta direzione e pertanto in linea di massima viene sostenuto. Tuttavia alcune ipotesi andrebbero meglio indagate o corrette e le misure proposte ottimizzate. La procedura suddivisa in fasi viene giudicata positivamente, ma andrebbe avviata con estrema rapidità per permetterne l’attuazione a partire dal 2020. Accettazione della procedura suddivisa in fasi viene espressa anche da Service Industrielle de Genève, secondo cui in tal modo si minimizzerebbero i rischi connessi alla svolta energetica. La maggior parte delle grandi aziende di approvvigionamento e i grandi consumatori sono concordi riguardo all’importanza dello scambio di energia esistente con l’UE per la sicurezza dell’approvvigionamento e di conseguenza ritengono urgente un accordo in merito.

Argomenti simili a sostegno di una valutazione prudente o addirittura del rifiuto del progetto vengono addotti dalle associazioni economiche. Tuttavia questo atteggiamento non riguarda gli obiettivi

dell’aumento dell’efficienza o la diversificazione della produzione di energia (e quindi anche lo sviluppo delle energie rinnovabili). Addirittura viene sottolineata la necessità di una base strategica per la pianificazione a lungo termine dell’approvvigionamento energetico (tra gli altri da cemsuisse e Organizzazione mantello dell’economia dei Grigioni). Lo scetticismo e il rifiuto sono rivolti piuttosto al progetto presentato per la procedura di consultazione; ad es. si sostiene che poggi eccessivamente sul «principio della speranza» (tra gli altri AIHK, CVCI-VS) e che gli obiettivi fissati non possano essere raggiunti attraverso le misure proposte. Viene criticato anche il principio del progetto; vengono quindi respinti in particolare i previsti interventi statali (ad es. da ASTAG, CVCI-VD). Il progetto viene inoltre criticato in quanto diverge dalla politica energetica liberale e orientata all’economia di mercato (stradasvizzera). Le ipotesi contenute nel progetto vengono criticate o addirittura giudicate erronee (ad es. da auto-schweiz). La Strategia energetica 2050 viene considerata mirata soltanto in parte. Inoltre si chiede di dare maggiore priorità alle prese di posizione delle associazioni industriali ed economiche dato che la Strategia energetica comporta notevoli costi politico-economici (cemsuisse). Taluni osservano che la decisione di abbandonare l’energia nucleare sia stata presa in modo troppo frettoloso. Per le aziende le misure previste porterebbero a un’incertezza ancora maggiore. La strategia inoltre lascia aperte troppe questioni (tra gli altri CVCI-VD). Per Economiesuisse il progetto è eccessivamente incentrato su gestione statale, influenze e rieducazione. Il mix tra regolamentazione, sovvenzioni, interventi di pianificazione e burocrazia non sarebbe abbastanza efficace e pertanto la Strategia energetica 2050, così come è stata formulata, non può essere sostenuta. Si chiede una rielaborazione generale in cui non venga indebolita la capacità competitiva e non siano lesi i principi della sussidiarietà e della cooperazione. Il nuovo progetto dovrebbe includere entrambe le fasi il che consentirebbe una maggiore trasparenza della procedura suddivisa in fasi delle misure incl. il monitoring. Questa posizione viene sostenuta anche da altre associazioni (tra cui Swissbanking, FER, SGCI, ASP). Alcune unioni cantonali delle arti e mestieri si allineano a questa posizione negativa. L’Unione svizzera delle arti e mestieri del Cantone di Lucerna ad es. sottolinea che nel progetto per la consultazione non vengono considerate le conseguenze negative della svolta energetica. Inoltre il progetto viene considera-

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