Rapporto sui risultati

Consultazione 2012/46: Strategia energetica 2050 · 73 pagine

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to come un elenco di “desiderata” e il frutto della campagna elettorale 2011. L’Unione svizzera delle arti e mestieri del Cantone di Zurigo non sostiene l’orientamento della Strategia energetica 2050: si tratterebbe di uno strumento di pianificazione economica che include un insieme di sovvenzioni estranee al mercato. L’Unione auspica quindi il ritiro del progetto e un ripensamento radicale. L’HEV ritiene che il progetto non proponga nulla di nuovo o innovativo, lamentando inoltre il fatto che non tiene sufficientemente conto degli aspetti economici. Questa opinione è condivisa anche da Swico:

l’associazione ritiene che vengano messi inutilmente in discussione dei pilastri fondamentali

dell’approvvigionamento energetico. Il progetto viene rifiutato anche da Swissmem, in particolare perché i rischi connessi sono maggiori per l’industria MEM. Il progetto, sostiene Swissmem, ha un orientamento dirigistico e interventistico, ammette la possibilità di aumenti di prezzo motivati politicamente, prevede incentivi errati per lo sviluppo e consente divieti tecnologici. L’atteggiamento negativo è rivolto di conseguenza anche verso la procedura suddivisa in fasi: le informazioni disponibili sulla seconda fase sarebbero insufficienti (ad es. AIHK). Da più parti si auspica una Strategia energetica formulata come pacchetto globale; data la sua portata, inoltre, essa deve essere sottoposta a votazione popolare (ad es. auto-schweiz, CNCI, Swissmem). La procedura suddivisa in fasi viene giudicata da alcuni poco opportuna e una «politica dei piccoli passi» (IHZ). Si respinge un generale divieto tecnologico, per cui innumerevoli partecipanti alla consultazione sono contrari a un collegamento tra il presente pacchetto di misure e il graduale abbandono dell’energia nucleare (ad es. CCIG).

Un certo numero di associazioni mantello, tuttavia, riconosce la necessità della Strategia energetica 2050. Ad es. l’Unione svizzera delle arti e mestieri condivide il progetto per la consultazione, ma a tre condizioni: non vanno previsti divieti tecnologici, il finanziamento non deve limitare la competitività delle imprese e va mantenuto un approvvigionamento adeguato e conveniente come fattore logistico. Anche l’Unione delle arti e mestieri di Basilea-Città è a favore del progetto in cui vede grandi opportunità e nel contempo chiede che, per quanto possibile, vengano attuate misure di economia di mercato e volontarie. L’Unione lamenta le notevoli incertezze in merito ai costi. L’IG DHS condivide in linea di massima la Strategia energetica 2050, ma esprime alcune riserve: ad es. gli orizzonti temporali non sono adeguati, il progetto è legato a grandi incertezze e la seconda fase andrebbe lasciata maggiormente aperta. La VSGU considera la Strategia energetica un importante passo nella giusta direzione, ma nel contempo ricorda la necessità di attuare la liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica il più rapidamente possibile e di stipulare un accordo sull’energia. Inoltre il rispetto degli obiettivi climatici e l’abbandono dell’energia nucleare non devono essere contrapposti (opinione questa condivisa anche, tra gli altri, da Swisscleantech). L’associazione individua nel pacchetto di misure alcuni rischi; ritiene inoltre che manchino indicazioni generali relative ai costi e che non si rispettino i principi

dell’economia di mercato e gli sforzi volontari dell’economia. Swisscleantech si esprime in linea di massima a favore del progetto per la consultazione, ma auspica misure più efficaci e liberali. Nella sua posizione fondamentalmente positiva l’USS fa notare che manca un’analisi dell’interazione tra efficienza energetica e minori introiti. Travail.Suisse vi associa la possibilità di creare nuovi posti di lavoro. In questo contesto si chiede lo svolgimento di uno studio che evidenzi gli effetti complessivi

sull’occupazione della Strategia energetica 2050. Bauenschweiz giudica la Strategia energetica 2050 una sfida particolare per il settore edile, motivo per cui sono necessarie adeguate condizioni quadro. In questo contesto si rimanda all’importante ruolo dei Cantoni. Secondo Bauenschweiz la svolta energetica è tecnicamente fattibile, ma per alcuni settori l’orientamento previsto sarebbe troppo dirigistico e caratterizzato da un’economia pianificata. Holzbau Schweiz, USM, Suissetec e altre condividono in linea di principio la Strategia energetica e ritengono che la svolta energetica sia raggiungibile soltanto con una serie di misure diverse. Secondo alcuni partecipanti la procedura suddivisa in fasi presenta dei vantaggi. Ad es. le misure di promozione possono essere sostituite con quelle d’incentivazione. In quest’ambito è particolarmente importante evitare una cumulazione delle misure (ad es. VSGU). La procedura suddivisa in fasi permetterà di avviare rapidamente il progetto (Unione sindacale svizzera),

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