Rapporto sui risultati

Consultazione 2013/108: Revisione parziale dell'ordinanza sui medicamenti per uso veterinario OMVet (Seconda tappa, Pacchetto di misure 1) e revisione parziale dell'ordinanza sulla pubblicità dei medicamenti (OPuM) in risposta alla mozione Eder 13.3393 · 75 pagine

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intermedi (seppure esista un nesso tra i due parametri).

Proposta sull’allegato 1 n. 2 cpv. 1bis: L’USAV stabilisce i criteri per la classificazione in categorie di rischio e la procedura per la determinazione della frequenza delle visite in un’ordinanza. 2 I veterinari e gli studi veterinari, che hanno stipulato una convenzione Mvet determinano la categoria di rischio e la frequenza delle visite in base ai criteri di cui al cpv. 1bis. La categoria di rischio e la frequenza delle visite prevista nonché eventuali modifiche sono documentate nella cartella medica.

Art. 39a cpv. 5 I veterinari e gli studi veterinari che hanno stipulato convenzioni Mvet secondo il diritto vigente, devono aver terminato la classificazione delle aziende in categorie di rischio e la determinazione della frequenza delle visite secondo l’allegato 1 n. 2 cpv. 2 entro il V (12 mesi dopo l’entrata in vigore).

VD richiama l’attenzione su un altro punto critico: la modifica delle frequenze delle visite delle aziende in funzione del rischio rappresentato dall’utilizzazione non corretta dei medicamenti veterinari. L’allegato 1 n. 2 cpv. 1 e 1bisdel progetto prevede che il numero delle visite, fissato attualmente a due all’anno, passerà a una frequenza tra una e quattro visite a seconda del rischio. Questa impostazione esige che i Cantoni suddividano le aziende in base a dei criteri che oggi non sono definiti. Indubbiamente questa nuova strategia non favorirà un’esecuzione armonizzata del diritto a livello nazionale, bensì comporterà un’applicazione differenziata, lenta e poco efficace. VD chiede pertanto di fissare il numero delle visite obbligatorie in questo contesto a una sola volta all’anno, lasciando ugualmente la possibilità di effettuare verifiche supplementari qualora le circostanze particolari di certe aziende lo richiedessero.

AG propone di lasciare lo status quo finché non saranno disponibili conoscenze attendibili sull’impatto delle convenzioni Mvet e del conseguente obbligo di visita sugli obiettivi e gli scopi dell’OMVet. AG propone di mantenere l’attuale formulazione del capoverso 1: «Tutte le aziende devono essere visitate con una frequenza di una – due volte all’anno, in base ai rischi» e di stralciare il cpv. 1bispoiché mancano delle basi chiare per l’esecuzione. Secondo AG una regolamentazione provocherebbe formalità eccessive, mentre non è ancora accertato quali saranno gli effetti sugli obiettivi primari di questa ordinanza. FR ritiene che la formulazione possa essere migliorata e propone la seguente modifica: «Tutte le aziende devono essere visitate almeno una volta all’anno in base ai rischi.»

VS ritiene troppo difficile fissare un numero di visite secondo determinati criteri. È convinto che le visite siano molto importanti nelle aziende specializzate nell’ingrasso (vitelli e suini) e in vacche che allattano, dove il veterinario non può svolgere visite regolari, mentre non hanno molto senso nelle aziende lattifere dove il veterinario si reca spesso per consultazioni su problemi di sterilità, parti difficili, zoppìa, mastite, ecc. o nelle piccole aziende di allevamento ovino, dove l’uso dei medicamenti si limita spesso ai vermifughi. VS propone:

-nessuna visita nelle piccole aziende di allevamento di ovini (< 30 capi), capre non da latte e cavalli -1 volta all’anno per le aziende con vacche da latte o capre da latte e le aziende di > 30 ovini (adulti) -2 volte all’anno per piccole aziende d’ingrasso (vitelli, bovini e suini)

-4 volte all’anno per grandi aziende d’ingrasso (vitelli, bovini e suini)

SVSM vorrebbe sapere secondo quali criteri uniformi vengono determinate le categorie di rischio e si mette a disposizione per una collaborazione costruttiva in questo campo.

SBV, Swiss Beef CH, swissherdbook, SKMV, LOBAG, LBV, SGBV, SRP, ZBB, SZV, CVA e VTL accettano che le aziende che hanno firmato una convenzione Mvet siano visitate dal veterinario da una a quattro volte all’anno in base ai rischi (SGBV concorda sul principio). Chiedono tuttavia che i criteri per l’assegnazione delle aziende alle categorie di rischio siano elaborati in collaborazione con le suddette associazioni e organizzazioni specializzate nella produzione animale e siano poi applicati in modo uniforme su scala nazionale. Chiedono altresì che il capoverso 2 sia lasciato invariato.

SGBV considera tuttavia eccessivo un controllo veterinario quattro volte all’anno e propone la seguente modifica dell’allegato 1 numero 2: «Tutte le aziende devono essere visitate con una frequenza di una – tre volte all’anno, in base ai rischi.» Anche RS GST SG,AR,AI considera elevata la frequenza dei controlli perché nella prassi una frequenza elevata dei controlli provoca un onere di tempo supplementare