Rapporto esplicativo

Consultazione 2013/27: Riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 · 214 pagine

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invalidità, una previdenza che poggia sui tre pilastri dell'assicurazione vecchiaia, superstiti e invalidità, della previdenza professionale e della previdenza individuale. Se il 1° pilastro ha lo scopo di coprire adeguatamente il fabbisogno vitale, ove necessario con l'integrazione delle prestazioni complementari, il 2° pilastro è più specificamente destinato a garantire adeguatamente il mantenimento del tenore di vita abituale. Secondo l'interpretazione costante delle disposizioni costituzionali, il principio di «adeguata continuazione del tenore di vita abituale» è considerato soddisfatto quando le rendite dell'AVS e dell'AI e quelle della previdenza professionale permettono nel loro insieme di raggiungere il livello necessario. Il sistema dei tre pilastri implica pertanto che gli obiettivi prefissi siano raggiunti coniugando i singoli pilastri.

Il sistema della previdenza per la vecchiaia si è dimostrato valido, ma deve far fronte all'evoluzione demografica ed economica. Se non verranno adottati i provvedimenti necessari al momento opportuno, l'intero sistema della previdenza per la vecchiaia rischia di perdere la sua stabilità. In una situazione simile, sarebbe in primo luogo la garanzia del mantenimento di un livello adeguato delle prestazioni a risultare compromessa. Perseguendo gli obiettivi esposti di seguito, la riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 premette di evitare tale situazione.

Mantenere il livello delle prestazioni della previdenza per la vecchiaia

Questo obiettivo implica che le misure proposte nell'ambito della previdenza per la vecchiaia obbligatoria non comportino alcuna diminuzione del livello delle rendite di vecchiaia. Le rendite dell'AVS non subiranno pertanto alcuna riduzione rispetto al loro livello attuale. Analogamente, nella previdenza professionale l'adeguamento dell'aliquota minima di conversione alla realtà economica non dovrà determinare una diminuzione del livello delle rendite nel regime obbligatorio. Le misure compensative proposte dovranno consentire di bilanciare l'effetto di questo adeguamento sulle rendite per tutti gli assicurati in generale e per la generazione di transizione da esso interessata in particolare. Considerate nel loro complesso, le prestazioni di vecchiaia del 1° e del 2° pilastro dovranno continuare a garantire un livello aeguato delle prestazioni durante la vecchiaia.

Garantire l'equilibrio finanziario dell'AVS e della previdenza professionale

L'evoluzione demografica e quella economica incidono in maniera diversa sull'AVS e sul 2° pilastro. Il sistema di ripartizione del 1° pilastro, che presuppone l'equilibrio tra le entrate e le uscite correnti, è messo a dura prova dai cambiamenti strutturali nella piramide delle età. Il sistema di capitalizzazione del 2° pilastro, invece, è interessato essenzialmente dal prolungamento della durata della riscossione delle rendite, in conseguenza del quale gli averi individuali devono essere versati su un periodo più lungo rispetto a quello attualmente presupposto dall'aliquota minima di conversione LPP. Anche la congiuntura economica incide in modo diverso sui due sistemi. Ad esempio, se uno sviluppo congiunturale favorevole costituisce un vantaggio per l'AVS, poiché di norma genera un aumento della massa salariale, per la previdenza professionale questo non comporta tendenzialmente alcun vantaggio, dato che quest'ultima è influenzata dalle minori possibilità di investimento e dal basso livello dei tassi d'interesse. Considerando queste differenze, occorre proporre misure mirate per garantire la stabilità finanziaria di ciascuno dei due sistemi, al fine di poter mantenere il livello delle prestazioni.