Rapporto esplicativo

Consultazione 2013/27: Riforma della previdenza per la vecchiaia 2020 · 214 pagine

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Maggiore equità contributiva nell'AVS

I tassi di contribuzione dei lavoratori indipendenti e dei salariati saranno armonizzati e la tavola scalare dei contributi abolita. Al contempo, verrà eliminata anche la possibilità - attualmente sfruttata dagli indipendenti che conseguono redditi elevati - di dedurre dal reddito soggetto a contribuzione AVS la metà dei riscatti effettuati nella previdenza professionale. In tal modo, vigerà la parità di trattamento tra salariati e indipendenti.

Miglioramento della copertura assicurativa nella previdenza professionale

Attualmente sono assicurate obbligatoriamente alla previdenza professionale solo le persone che conseguono un reddito di circa 21 000 franchi. Con la riforma questo reddito minimo scenderà a circa 14 000 franchi, il che permetterà a circa il 90 per cento dei lavoratori di beneficiare dell'assicurazione obbligatoria. Questa misura è rilevante soprattutto per i lavoratori a tempo parziale e per quelli che hanno più datori di lavoro, che oggi devono conseguire il reddito minimo presso ciascun datore di lavoro. Questa categoria di persone comprende perlopiù donne. Associata agli effetti della ridefinizione della deduzione di coordinamento e dell'adeguamento dell'età di riferimento, questa misura comporterà un miglioramento sensibile delle rendite di vecchiaia LPP per le assicurate interessate. Molte donne potranno così beneficiare non solo delle prestazioni dell'AVS per coprire il loro fabbisogno vitale, ma anche di una previdenza che in molti casi permetterà loro di mantenere il tenore di vita abituale.

Aumento dell'IVA a favore dell'AVS

Secondo lo scenario medio su cui si basa la riforma, a partire dal 2020 l'AVS necessiterà di ingenti risorse supplementari. Nel 2030 il suo fabbisogno supplementare ammonterà a 8,6 miliardi di franchi. Gli adeguamenti previsti sul fronte delle prestazioni e dei contributi nell'AVS non saranno sufficienti a coprire questo fabbisogno. Occorre pertanto aumentare progressivamente l'IVA, di due punti percentuali al massimo. Il primo aumento, di un punto percentuale, è previsto all'entrata in vigore della modifica, mentre il secondo avverrà – per via legislativa – nel momento in cui la situazione finanziaria dell'AVS dovesse richiederlo.

La scelta dell'IVA quale fonte di finanziamento consente di ripartire l'onere finanziario supplementare tra l'intera popolazione, in modo che non gravi esclusivamente sulle persone attive. Evita inoltre di aumentare il costo del lavoro, il che penalizzerebbe i rami economici con un elevato bisogno di manodopera.

In base al progetto del Consiglio federale, non vi sarà alcun aumento dell'IVA se non saranno accolte le altre misure previste dalla riforma, e viceversa. I due assi di finanziamento della previdenza per la vecchiaia sono interdipendenti. Questo è il presupposto necessario per garantire l'equilibrio del progetto.

Meccanismo d'intervento nei periodi difficili

Nel quadro della presente riforma sono proposte le misure necessarie per garantire l'equilibrio finanziario dell'AVS. Se ciononostante l'assicurazione dovesse trovarsi