Rapporto esplicativo
Consultazione 2013/94: Passaggio dal sistema di promozione a un sistema di incentivazione / Varianti per un sistema di incentivazione nel settore dell'energia · 162 pagine
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10 Ripercussioni per la Confederazione e i Cantoni
10.1 Ripercussioni per la Confederazione
Il potenziale delle entrate di una tassa sull’energia dipende da quando, in quali fasi, con quali aliquote e su quali vettori energetici questa viene introdotta. Dal punto di vista degli importi, le ripercussioni della variante 2 dovrebbero all’incirca rientrare nell’ambito dello scenario POM simulato da Ecoplan. Secondo questo scenario (Ecoplan 2012), inizialmente (2020) le entrate della tassa sull’energia ammonterebbero in termini reali a 3 miliardi di franchi e nel 2050 al massimo a 6 miliardi di franchi, pari allo 0,8 per cento del prodotto interno lordo.
Neutralità di bilancio
Il sistema di incentivazione non deve incidere sul bilancio. In un periodo transitorio una parte dei proventi è impiegata per promuovere misure nei settori dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili (sostituzione della tassa sul CO2 e RIC). A seconda della variante, le rimanenti entrate sono ridistribuite alla popolazione e alle imprese. Se l’importo della tassa raggiunge un determinato valore, la compensazione può avvenire tramite la riduzione di imposte e tasse.
Nell’elaborazione della tassa sull’energia è inoltre necessario tenere conto della neutralità di bilancio tramite l’aumento graduale delle aliquote. Nella fase iniziale il gettito della tassa sull’energia dovrebbe aumentare in modo adeguato e, in seguito all’adozione di una base di calcolo crescente, si dovrebbe giungere a un periodo in cui esso è tendenzialmente costante. L’aumento graduale della tassa sull’energia e le corrispondenti riduzioni di imposte e tasse sono fissati e comunicati in anticipo. L’importo e il percorso della tassa sull’energia sono determinati in base agli obiettivi della politica energetica e climatica. La determinazione anticipata dei singoli aumenti della tassa e delle corrispondenti riduzioni di imposte e tasse può fornire agli operatori economici una maggiore sicurezza nella pianificazione126. Se a lungo termine si otterrà un forte effetto di incentivazione, il gettito della tassa sull’energia diminuirà.
In linea di massima, la tassa sull’energia è finalizzata a generare un effetto di incentivazione. Tuttavia, per la conseguente diminuzione dei proventi della tassa sull’energia, occorrerà tenere conto della neutralità di bilancio. La variante 1 prevede quale unico tipo di impiego la ridistribuzione alla popolazione e alle imprese. Se il gettito della tassa sull’energia diminuisce, si riduce anche l’importo ridistribuito alle imprese e alla popolazione. In quest’ottica la garanzia della neutralità di bilancio non dovrebbe presentare problemi. A medio fino a lungo termine la variante 2 prevede, oltre a una quota di ridistribuzione alle economie domestiche private e alle imprese anche riduzioni di imposte e tasse. La diminuzione del gettito della tassa sull’energia provocherebbe pertanto un disavanzo nel bilancio federale. Le possibilità di compensazione sono diverse (vedi cap. 9.3). In primo piano esiste la possibilità di non modificare le riduzioni di imposte e tasse e di procedere all’adeguamento della ridistribuzione alle economie domestiche private e alle imprese. L’importo ridistribuito sarebbe diminuito proporzionalmente alla riduzione del gettito della tassa sull’energia.
126 Le previsioni a lungo termine consentono di stimare il consumo di energia e, di conseguenza, il gettito della tassa sull’energia.