Rapporto esplicativo

Consultazione 2014/12: Rapporto sull'efficacia 2012-2015 della perequazione finanziaria tra Confederazione e Cantoni · 273 pagine

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Rapporto sull’efficacia della perequazione finanziaria tra Confederazione e Cantoni

rapporto sull’efficacia per i due primi periodi quadriennali deve presentare il passaggio dalla vecchia alla nuova perequazione finanziaria. Mentre il primo rapporto sull’efficacia ha tenuto particolarmente conto dell’aspetto della neutralità di bilancio, il presente rapporto tratta le esperienze raccolte nei settori di compiti dissociati e valuta la collaborazione per i compiti in comune gestiti mediante accordi programmatici. Il settore della ripartizione dei compiti è og- getto dell’analisi effettuata nei primi due rapporti sull’efficacia. Come detto, i futuri rapporti non tratteranno più questo settore, ma saranno incentrati sul raggiungimento degli obiettivi della perequazione finanziaria in senso stretto e sulla collaborazione intercantonale con com- pensazione degli oneri.

Raggiungimento degli obietti della perequazione finanziaria

La presente analisi dell’efficacia mostra che nel periodo in rassegna gli obiettivi indicati nella LPFC sono stati ampiamente raggiunti. Riguardo ai singoli obiettivi si possono fare le consta- tazioni seguenti:

– rafforzamento dell’autonomia finanziaria dei Cantoni: la quota dei trasferimenti a destina-

zione libera rispetto al volume complessivo dei trasferimenti tra Confederazione e Cantoni costituisce un indicatore importante dell’autonomia finanziaria dei Cantoni. Con l’entrata in vigore della NPC, nel 2008, questa quota è stata sensibilmente aumentata e da allora ammonta a circa il 40 per cento dei trasferimenti complessivi dalla Confederazione ai Can- toni. L’autonomia finanziaria dei Cantoni è inoltre influenzata dall’evoluzione della legisla- zione federale. Quest’ultima può limitare il margine di manovra dei Cantoni;

– riduzione delle disparità per quanto riguarda la capacità finanziaria e il carico fiscale: il com-

pito principale della perequazione delle risorse è la ridistribuzione dei mezzi finanziari.

Questo meccanismo di ridistribuzione determina di per sé una notevole riduzione delle disparità (effetto primario). Ha inoltre effetti incentivanti sulle decisioni di politica finanzia- ria dei Cantoni che a lungo termine (ancor prima della perequazione delle risorse) possono influenzare le disparità (effetti secondari). L’analisi dell’evoluzione della base imponibile aggregata (BIA) tra il 1998 e il 2010 mostra che, rispetto alla deviazione standard e alla differenza (differenza tra il valore più alto e quello più basso), le disparità tra i Cantoni prima della perequazione delle risorse sono aumentate fino al 2007 per poi calare legger- mente. Questa evoluzione è stata segnata soprattutto dai Cantoni finanziariamente forti e influenzata fortemente dalla dinamica congiunturale. Ne sono stati responsabili in partico- lare il forte aumento della BIA nei rispettivi Cantoni durante il boom economico nel 2006 e nel 2007 nonché il rispettivo calo durante la crisi finanziaria ed economica nel 2008 e nel 2010. Attualmente non è possibile esprimersi in merito all’importanza che la perequazione finanziaria ha assunto per l’evoluzione delle disparità nel senso di effetti secondari. La sua influenza sull’evoluzione del valore aggiunto dei Cantoni e quindi sull’evoluzione delle disparità nell’ambito della BIA o del potenziale di risorse ha probabilmente un’importanza secondaria rispetto all’effetto primario. Anche gli effetti della perequazione finanziaria in senso stretto sulle disparità riguardo al carico fiscale rappresentano effetti secondari che sono tra l’altro determinati da effetti incentivanti. Dall’introduzione della NPC in particola- re alcuni Cantoni finanziariamente deboli hanno in parte ridotto notevolmente le loro ali- quote fiscali. Se si considera la totalità dei Cantoni, non è tuttavia possibile parlare di una riduzione generale delle disparità per quanto riguarda il carico fiscale;

– mantenimento della concorrenzialità fiscale in ambito nazionale e internazionale: il grado

di concorrenzialità fiscale della Svizzera e dei Cantoni rimane alto sia per l’imposizione delle imprese, sia per le imposte sul reddito. Nell’ambito della perequazione orizzontale