Rapporto esplicativo

Consultazione 2015/100: Pacchetto di ordinanze in materia ambientale, primavera 2017 · 4 pagine

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Pacchetto di ordinanze ambienvali primavera 2017 Rapporto esplicativo Consultazione OLFP

3 Specie invasive di gobidi provenienti dal Mar Nero (allegato 3 OLFP)

Da alcuni anni due specie di gobidi invasive provenienti dalla regione del Mar Nero si stanno diffondendo nel Reno presso Basilea: si tratta del Neogobius kessleri e del Neogobius melanostomus. È probabile che queste specie siano state introdotte sotto forma di larve attraverso le cisterne delle acque di zavorra di grandi navi cargo.

Per la loro rapidità di diffusione e la loro potenza di riproduzione, i gobidi del Mar Nero sono considerati delle specie invasive e possono costituire in breve tempo delle grandi popolazioni. I censimenti effettuati nell’estate 2015 hanno rivelato una densità pari a fino 12 individui per metro quadrato nel Reno presso Basilea. Con una densità simile, le ripercussioni sulla fauna indigena sono inevitabili. Per le specie autoctone, infatti, le specie di gobidi provenienti dal Mar Nero rappresentano dei concorrenti in termini di alimentazione e habitat.

A causa del suo stile di vita, lo scazzone è la specie maggiormente interessata a corto termine da questa invasione. Ma anche tutte le specie di litofile come il cavedano, il barbo o i Salmonidi sono minacciate, in quanto i gobidi mangiano le loro uova e le loro larve. La fauna ittica nel Reno presso Basilea è già notevolmente cambiata ed è ormai dominata dalle specie gobidi invasive. Inoltre, si prevede che oltre alle specie già presenti, potrebbero giungere in Svizzera altre tre specie di gobidi: il Neogobius fluviatilis, il Neogobius gymnotrachelus e il Proterorhinus semilunaris.

La presenza del Neogobius kessleri e del Neogobius melanostomus è finora stata riscontrata a monte della centrale di Kaiseraugst ma non ancora a monte di quella di Rheinfelden. Poiché la navigazione commerciale si ferma a Rheinfelden, la loro diffusione attraverso le navi cargo è limitata. Tuttavia, vi è il rischio che questi specie di gobidi vengano trasportati attivamente da pescatori amatoriali o da acquariofili, oppure passivamente da navi da turismo (allo stadio di uova).

Per garantire una protezione adeguata dei pesci indigeni, l’UFAM propone di introdurre tutti le specie di gobidi provenienti dal Mar Nero nell’allegato 3 (Specie, razze e varietà di pesci e di gamberi la cui presenza costituisce una modificazione indesiderata della fauna) OLFP. Questa modifica consentirà di sottoporre ad autorizzazione la detenzione di gobidi invasivi in stagni da giardino o acquari e di vietarne per legge la diffusione attiva (artt. 6 e 7 OLFP). Inoltre, i Cantoni saranno tenuti ad adottare misure contro l’ulteriore propagazione delle specie di gobidi provenienti dal Mar Nero (art. 9a OLFP).

4 Adeguamento della tassonomia (art. 1 cpv. 1; art. 2 cpv. 1; allegato 1)

La nomenclatura delle diverse specie di trote non corrisponde più allo stato attuale delle conoscenze e viene quindi adeguata. La classificazione vigente dell’OLFP è modificata in modo tale da assegnare lo statuto di specie a ogni sottospecie del genere Salmo. Gli articoli 1 capoverso 1 e 2 capoverso 2 come pure la lista delle specie indigene (allegato 1) sono modificati di conseguenza. Le specie di trote che vivono in Svizzera sono la trota adriatica (Salmo cenerinus), la trota del Danubio (S. labrax), la trota marmorata (S. marmoratus), la trota del Doubs (S. rhodanensis) e la trota atlantica (S. trutta). Le prescrizioni riguardanti i periodi di divieto di pesca (Art. 1) e di lunghezza minima (Art. 2) restano immutati.

L’adeguamento della tassonomia delle trote comporta modifiche nell’allegato 1. Viene infatti a cadere la distinzione fatta finora tra Salmo trutta lacustris, Salmo trutta trutta e Salmo trutta fario. Queste tre sottospecie sono considerate forme della stessa specie (Salmo trutta). La distinzione tra forme di fiume e forme di lago si applica anche alla trota marmorata. Per quanto concerne il grado di minaccia e il bacino versante naturale, le popolazioni di trote restano tuttavia ripartite in forme di fiume, di lago e di mare al fine di tenere conto delle differenze delle forme in termini di habitat e di stato di minaccia. L’allegato 1 menziona le diverse forme soltanto nei casi in cui lo stato di minaccia non è lo stesso.

La nuova tassonomia non modifica nella sostanza la pratica vigente per quanto concerne la definizione dei pesci di altre regioni di cui all’articolo 6 capoverso 2 OLFP e il trasferimento di pesci all’interno dello stesso bacino versante (art. 8 cpv. 2 lett. a OLFP). L’attribuzione di popolazioni di trote dalla composizione genetica mista a una specie è di competenza dei Cantoni. Questi potranno definire anche in futuro unità di gestione più piccole allo scopo di conservare razze locali o tutelare lo sfruttamento