Rapporto sui risultati

Consultazione 2015/25: Ulteriore sviluppo dell'assicurazione invalidità (AI) · 72 pagine

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Associazioni mantello di Comuni, città e regioni di montagna

L’ACS e l’UCS appoggiano l’ampliamento della consulenza e dell’accompagnamento, e in particolare anche l’estensione ad altri attori e l’offerta della prestazione anche oltre la fine dei provvedimenti d’integrazione. L’UCS (come la COSAS) suggerisce di estendere la consulenza «anche agli operatori dei servizi sociali incaricati di seguire i casi, oltre che ai suddetti attori».

Associazioni mantello dell’economia

USI, USS, Travail.Suisse e Fédération Romande des Syndicats Patronaux approvano la misura. Secondo l’USI, «l’ampliamento delle possibilità di consulenza offerte dall’AI è importante anche per i datori di lavoro». Travail.Suisse considera particolarmente positiva la possibilità di continuare la consulenza e l’accompagnamento fino a tre anni dopo la fine dei provvedimenti d’integrazione: «Spesso un’integrazione duratura è possibile unicamente se si garantisce uno stretto affiancamento non soltanto alla persona interessata, ma anche al datore di lavoro e anche dopo la fine della formazione».

Organi assicurativi

La CUAI apprezza l’ampliamento della consulenza e dell’accompagnamento ma avverte che per garantire questa prestazione devono essere disponibili sufficienti risorse.

Organizzazioni di aiuto ai disabili

Le dodici organizzazioni di aiuto ai disabili che si pronunciano su questo punto sono tutte favorevoli all’ampliamento proposto. Esse si esprimono positivamente specialmente sull’offerta della prestazione anche nei tre anni successivi alla fine dei provvedimenti d’integrazione.

PMS Romande sottolinea tuttavia che il prolungamento della misura dovrebbe essere concesso senza limiti di tempo se si vuole tener conto delle peculiarità del decorso delle malattie psichiche. A questa richiesta si associa tra l’altro anche insieme Svizzera. PMS auspica il riconoscimento del diritto a questa prestazione sin dalla fase del rilevamento tempestivo. IN-SOS auspica inoltre che «i fornitori di prestazioni esterni di provata esperienza vengano coinvolti in modo ragionevole e adeguato ai bisogni » e chiede «il rafforzamento della collaborazione con le imprese INSOS e l’integrazione delle loro prestazioni nell’ambito della consulenza e dell’accompagnamento delle persone nel mercato del lavoro primario».

Altre cerchie interessate e partecipanti

Tra le altre associazioni e istituzioni interessate, 26 approvano la misura e una (ZSL) si dichiara contraria.

Secondo mfe «il fatto che un’assistenza personalizzata ha migliori probabilità di successo nell’evitare una cronicizzazione e nel migliorare il successo di un provvedimento implica che occorre coinvolgere tutti gli attori, e quindi anche i medici curanti, nella concezione della misura». Alleanza Salute Psichica Svizzera fa notare che «il rafforzamento della consulenza e dell’informazione dei datori di lavoro è un giusto passo per aumentare il loro coinvolgimento, quantunque purtroppo si rinunci ancora a rendere obbligatoria la loro collaborazione».

L’Unione svizzera dei ciechi chiede che «in tutto il Paese vengano prese in considerazione le conoscenze specifiche sull’handicap vantate dalle organizzazioni di ciechi e ipovedenti». Anche Inserimento Svizzera ritiene che occorra coinvolgere i fornitori di servizi esterni che dispongono già delle opportune conoscenze specialistiche, invece di creare nuove strutture.