Rapporto sui risultati
Consultazione 2015/25: Ulteriore sviluppo dell'assicurazione invalidità (AI) · 72 pagine
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D’altra parte, permette di compensare in parte l’onere di inquadramento supplementare (mfe, Centre patronal, FMPP). Per alcune organizzazioni, gli incentivi dovrebbero però essere accompagnati da «offerte d’informazione, da consulenze e da un accompagnamento per incoraggiare i datori di lavoro (V) e aumentare le opportunità di successo della formazione evitando la disdetta di contratti di tirocinio o l’interruzione di formazioni» (CFIG, AvenirSocial). Secondo SGLP dovrebbe inoltre andare di pari passo con la specializzazione delle persone con funzione di job-coach : «... i coach dovrebbero possedere un Master che conferisca sufficienti conoscenze sulle psicopatologie e i problemi cognitivi». Infine, per la SSMIG, occorrerebbero misure più incisive per incoraggiare i datori di lavoro ad assumere persone con limitazioni, poiché in realtà «gli incentivi finanziari sono una giusta soluzione, ma non bisogna rischiare che persone affette da problemi di salute vengano assunte come manodopera a basso costo ma solo per brevi periodi». Soltanto la COSAS suggerisce di esaminare la possibilità di introdurre un sistema di sostegno finanziario lineare, ad esempio secondo il modello a salario parziale dell’aiuto sociale. «I modelli a salario parziale dell’aiuto sociale prevedono contributi degressivi dell’ente pubblico man mano che le prestazioni degli interessati migliorano».
Grossomodo la metà dei partecipanti di questa categoria si dichiara contraria con riserve (13 su 27) e tra questi pareri nove fanno riferimento alla posizione di Inclusion Handicap (Unione svizzera dei ciechi, STV/AST, Gruppe Spenderherz, ASPIR, Pro Raris, Retina Suisse, USC, ZSL e Forum Handicap Valais) e deplorano che non sia stata prevista una compensazione dell’onere d’inquadramento supplementare dei datori di lavoro. Due organizzazioni presentano alcuni suggerimenti: Swissmem propone di calcolare l’indennità «in base alle aliquote di sovvenzionamento per i corsi interaziendali, stabilite dai Cantoni sulla base della contabilità a costi pieni», mentre l’ASE chiede oltre agli incentivi finanziari « adeguamenti in collaborazione con le scuole professionali (ad es. prolungamento della durata della formazione con simultanea riduzione del carico di lavoro, orari di lavoro adattati)».
3.3.7 Ampliamento dei provvedimenti sanitari d’integrazione Kategorie JA eher JA eher NEIN NEIN Total Kantone 14 6 1 223
Pol. Parteien 3 0 0 03
Städteverband etc. 2 0 0 02
Dachverbände Wirtschaft 2 2 0 04
Versicherungsinstitutionen 1 0 0 01
Behindertenorganisationen 5 4 0 09
Weitere und nicht Eingeladene 13 7 1 021
Total 40 19 2 263
Anteil 63% 30% 3% 3% 100%
La maggioranza dei pareri pervenuti (59 su 63) è favorevole all’aumento del limite di età per la concessione dei provvedimenti sanitari d’integrazione, che permetterebbe di concedere questi ultimi in modo più mirato. Benché questa misura sia accolta favorevolmente, 10 partecipanti (PSS e organizzazioni di aiuto ai disabili) ritengono comunque che l’ampliamento non sia ancora sufficiente e che i provvedimenti in questione dovrebbero essere concessi anche agli assicurati che iniziano una prima formazione professionale dopo i 20 anni. I partecipanti che si oppongono (4) rilevano un problema di responsabilità, dato che la valutazione della prognosi è di competenza del medico curante e non del Ufficio AI (UAI).