Rapporto sui risultati

Consultazione 2015/25: Ulteriore sviluppo dell'assicurazione invalidità (AI) · 72 pagine

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Organi assicurativi

Anche CUAI, CCCC e ACCP suggeriscono di vagliare la possibilità di escludere completamente la concessione di rendite ai giovani adulti e di versare loro solo indennità giornaliere.

Organizzazioni di aiuto ai disabili

Le organizzazioni di aiuto ai disabili non si sono espresse specificamente su questo tema.

Altre cerchie interessate e partecipanti

Anche Employeurs Banques chiede che non siano versate rendite alle persone di età inferiore ai 30 anni, che dovrebbero invece essere assistite da vicino da apposite équipe interdisciplinari dell’AI. La CFIG respinge invece questa proposta nei termini seguenti: «Se si vuole dare precedenza all’integrazione rispetto alla rendita, la CFIG si preoccupa delle recenti proposte diffuse sui media che chiedono la soppressione delle rendite AI per gli assicurati di età inferiore ai 30 anni. Le rendite dell’AI sono una maglia importante della rete sociale che assicura il sostentamento dei giovani adulti affetti da disturbi fisici o psichici che, nonostante tutti gli sforzi compiuti per integrarsi professionalmente, non riescono a inserirsi in modo stabile in un mercato del lavoro sempre più competitivo. L’aiuto sociale, che comporta un inquadramento e un accompagnamento molto meno stretto degli assistiti, non potrebbe in alcun modo sostituire il ruolo svolto attualmente dall’assicurazione invalidità per le persone di età inferiore ai 30 anni».

3.7.2 Estensione del contributo per l’assistenza

Alcuni partecipanti alla consultazione, principalmente le organizzazioni di aiuto ai disabili (AGILE, Inclusion Handicap, insieme, Pro Infirmis, CURAVIVA, Pro Raris, avanti donne,

USc, Coraasp, Graap, ASP, Associazione Sindrome di Dravet Svizzera, Retina Suisse, FSC, ZSL e Cap-Contact), chiedono l’ulteriore sviluppo e l’ampliamento del contributo per l’assistenza.

In particolare si chiede che nel quadro del contributo per l’assistenza possano essere indennizzate fino a un certo grado anche le prestazioni dispensate da familiari impiegati a tal fine. Secondo AGILE l’attuale revisione dell’AI sarebbe il quadro ideale per attuare la richiesta dell’iniziativa parlamentare Lohr 12.409, depositata nel marzo del 2012. Una seconda richiesta consiste nella possibilità di ricorrere al contributo per l’assistenza anche per le prestazioni fornite da persone fisiche e giuridiche nel quadro di rapporti di mandato. AGILE propone un ulteriore modello d’impiego, che prevede la possibilità di scegliere gli assistenti da un apposito pool. Le summenzionate richieste sono motivate tra l’altro con il fatto che solo in questo modo possono essere migliorate le condizioni quadro che consentono alle persone affette da disabilità mentale di vivere a casa propria anziché in un istituto (insieme) e che la Convenzione dell’ONU sui diritti delle persone con disabilità prevede una vita indipendente quale base per una piena partecipazione sociale (Inclusion Handicap). Infine, l’USc critica il fatto che per la concessione del contributo per l’assistenza non si prendano in considerazione le prestazioni d’aiuto non ripetute regolarmente od occasionali né i tempi di presenza. Essa chiede quindi di adeguare la procedura di accertamento del fabbisogno per la concessione di un contributo per l’assistenza ai bisogni dei ciechi, degli ipovedenti e delle persone affette da menomazioni all’udito e/o alla vista.

3.8 Altri pareri

Diversi Cantoni (p. es. SZ, ZG, AI, GR e VD) nonché CCCC, FER e qualche altro partecipante alla consultazione si sono espressi anche sull’articolo 27 AP-LAI Collaborazione e tariffe, sottolineando che la competenza in materia tariffale spetta all’UCC. A loro avviso, la