Rapporto sui risultati

Consultazione 2015/36: Revisione dell'ordinanza concernente l'utilizzazione della designazione «Svizzera» per gli orologi · 18 pagine

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Rapporto sui risultati della consultazione in merito alla revisione dell’ordinanza concernente l’utilizzo della designazione «Svizzera» per gli orologi

designazione «Swiss made» possano frenare la delocalizzazione all’estero e quindi influenzare positivamente il mercato del lavoro, rafforzando nel contempo le competenze e il know-how in Svizzera. Sulla base delle informazioni fornite nel rapporto esplicativo, singoli interpellati al contrario non ritengono possibile valutare le ripercussioni di questi criteri più intransigenti sulla credibilità e il successo dell’industria orologiera svizzera (ccrs, Luciano Leo).

Diversi partecipanti alla consultazione approvano che il progetto di revisione preveda una quota minima per i costi di fabbricazione in Svizzera riferita all’orologio nel suo insieme, e non si limiti come in passato a considerare il solo movimento (tra gli altri JU, Travail.Suisse, FH, Richemont, Blösch, ASRH, CNCI/CCIJ, HIV). Anche la condizione che lo sviluppo tecnico dell’orologio e del movimento debba avvenire interamente in territorio nazionale è salutata con favore, poiché per i sostenitori della riforma ciò contribuirà a consolidare il ruolo della Svizzera quale polo di ricerca (tra gli altri ZG, FDP, Travail.Suisse, Blösch, CDEP, ASRH, HIV). Il PPD plaude al fatto che l’implementazione dell’ordinanza «Swiss made» per gli orologi spetterà alla FH e che quindi la Confederazione e i Cantoni non saranno gravati da compiti di controllo supplementari. L’UDC dubita che la revisione sia attuabile nella prassi senza eccessivi oneri burocratici e che essa risponda agli interessi di tutti i concorrenti sul mercato orologiero. Per il Cantone di SO è importante che le nuove disposizioni non favoriscano una posizione dominante di singole imprese.

Vari interpellati paventano un impatto negativo sulla concorrenza (ad esempio BL, OW, SZ, IG Swiss Made [in rappresentanza delle aziende orologiere affiliate], Luciano Leo, ccrs). Essi temono che i criteri più restrittivi metteranno in serie difficoltà le piccole e medie aziende (PMI) e costituiranno una minaccia per la loro esistenza. Per questo motivo auspicano soluzioni sostenibili per l’intero settore. Secondo il loro punto di vista la FH, sul cui avamprogetto è basata la proposta di revisione del Consiglio federale, non è rappresentativa del ramo orologiero nel suo complesso poiché alcune categorie, tra cui ad esempio le imprese attive nella fascia di prezzo medio-bassa e i produttori di movimenti al quarzo e smartwatch, non sarebbero per nulla o solo insufficientemente rappresentate nell’assemblea della FH. La FH ribatte affermando di essere l’associazione mantello dell’industria orologiera svizzera e di rappresentare, con i suoi circa 500 membri, tutte le branche del settore (grandi gruppi, marchi indipendenti, fornitori), tutte le regioni linguistiche e tutte le fasce di prezzo. Inoltre ricorda che le PMI costituiscono la maggioranza dei propri affiliati.

IG Swiss Made, BL e Jean Marc Vuithier mettono in dubbio la legittimità di disposizioni a livello di ordinanza che vanno oltre a quanto stabilito dalla legge di riferimento. Il ccrs deplora l’assenza nel rapporto esplicativo di indicazioni più precise riguardo alla compatibilità dell’ordinanza con gli impegni internazionali della Svizzera.

2.2. Pareri relativi alle singole disposizioni

Art. 1 cpv. 1 Definizione di orologio

Per il PLR, Travail.Suisse, FH, Blösch, CNCI/CCIJ, CDEP e HIV è positivo che la definizione di orologio ora includa anche gli smartwatch, in modo da tener conto dello sviluppo tecnologico ed evitare distorsioni del mercato tra orologi tradizionali e smartwatch (FH). IG Swiss Made vorrebbe invece eliminare i vincoli per gli smartwatch, ritenendo che la FH, a cui si deve questa nuova formulazione, non rappresenti questa categoria di orologi. Secondo Fossil, nello stabilire i criteri «Swiss made» per gli smartwatch occorre considerare che essi differiscono notevolmente dagli orologi tradizionali per quanto concerne lo sviluppo e la produzione.

Blösch si rallegra del fatto che i nuovi requisiti riguardanti le dimensioni degli orologi corrispondano alla reale situazione del mercato. Per AMS è giusto che le condizioni relative alla larghezza, alla lunghezza e al diametro del movimento (art. 1 cpv. 1 lett. b n. 1) siano alternative e non si sommino a quelle inerenti il suo spessore (art. 1 cpv. 1 lett. b n. 2).

Art. 1 cpv. 3 Cinturino