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Consultazione 2015/55: Strategia delle Svizzera per le specie esotiche invasive · 80 pagine

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Strategia per le specie esotiche invasive Bozza

3 Attuazione della strategia

3.1 Schema di classificazione Nella definizione di specie esotiche invasive di cui al capitolo 1.1 rientrano specie delle più svariate origini tassonomiche. Tali specie si distinguono per i rischi che comportano per l’uomo, l’ambiente e l’economia, le loro caratteristiche ecologiche nonché la disponibilità e l’efficacia dei metodi di lotta. È pertanto necessaria una classificazione in ordine di priorità con la relativa attribuzione alle opzioni d’intervento illustrate nella figura 1-3. La classificazione differenziata delle specie esotiche invasive è essenziale per poter definire, classificare in ordine di priorità e – in caso di rivalutazione della situazione – adeguare le misure di prevenzione e di lotta specifiche per ogni specie.

Tabella 2 Schema di classificazione per differenziare i vari gruppi di specie esotiche secondo la loro invasività e il biso-

gno d’intervento

Classe A Specie per le quali, in base alla loro capacità di sopravvivenza, diffusione e riproduzione

nell’ambiente nonché a possibili interazioni con altre specie e biocenosi, si può giungere alla conclusione fondata che non comportano alcun pericolo o pregiudizio per l’uomo, gli animali o l’ambiente. Per questa classe di specie, l’obiettivo primario è la prevenzione dei danni.

Classe B Specie che causano danni da esigui a moderati e per le quali, in base alle loro caratteri-

stiche, è possibile impedire, mediante un’utilizzazione nell’ambiente conforme alle prescrizioni e alle istruzioni, pericoli per l’uomo, gli animali o l’ambiente e pregiudizi per la diversità biologica e il suo uso sostenibile. Per le specie esotiche invasive di questa classe sono note misure efficaci ed efficienti per impedirne l’ulteriore diffusione. L’obiettivo primario per queste specie è la prevenzione dei danni.

Classe C Specie che causano danni dimostrati e al tempo stesso presentano una dinamica di dif-

fusione tale che le misure devono essere indirizzate all’intera popolazione per evitare effetti di compensazione indesiderati. Ciò presuppone che anche per queste specie siano note misure efficaci ed efficienti per impedirne l’ulteriore diffusione (prevenzione) o per ridurre gli effettivi (lotta). Per queste specie, l’obiettivo primario è il contenimento.

Classe D1 Specie che causano gravi danni all’ambiente. In base alla loro diffusione e alla disponibi-

lità di misure, l’obiettivo dell’eradicazione è possibile e l’onere necessario giustificato. Per queste specie occorre elaborare disposizioni ambientali, applicabili ad esempio a piante infestanti o organismi nocivi particolarmente pericolosi, in modo tale che possano essere eliminate completamente mediante il riconoscimento precoce e misure immediate.

Classe D2 Specie che causano gravi danni all’ambiente, ma per le quali, in base alla loro diffusione

e/o alla disponibilità di misure l’obiettivo dell’eradicazione non è possibile o l’onere non è giustificato. Occorre contenere il più possibile queste specie nelle loro aree di diffusione attuali e impedire la colonizzazione di nuovi territori.