Rapporto sui risultati

Consultazione 2015/55: Strategia delle Svizzera per le specie esotiche invasive · 47 pagine

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SBV, VD e VSGP vorrebbero stralciare questa misura e unirla alla misura 1-3.1. ProNa- Misura 1-3.2:

adeguamento al diritto

tura, ProNaturaGR, SVS e WWF considerano importante rivedere periodicamente le

direttive e le raccomandazioni, Prométerre vorrebbe armonizzare le basi giuridiche, ma

non estenderle. Per ERFA, SSV e VSSG sarebbero utili strumenti per un accompagna-

mento e una consulenza specifica sul singolo caso nelle fasi di progetto e nei progetti

complessi. BL vorrebbe verificare se questa misura non possa essere delegata diretta-

mente all’AGIN. SVNF e SVU propongono quale strumento un’ampia offerta di forma-

zione e consulenza.

Orientamento 1.4: classificazione in funzione del potenziale di danno

Per la classificazione in ordine di priorità sono state avanzate varie proposte: SCNAT e Misura 1.4.1:

classificazione in ordine

EFBS vorrebbero adottare modelli di classificazione esistenti, AG, SVNF, SVU, VS e di priorità ZG promuovono l’inclusione delle differenze cantonali o regionali, ProNatura, ProNa-

turaGR, SVS, WWF e ZG una classificazione scaglionata in base all’habitat e al poten-

ziale d’invasione, WVS l’inclusione della dimensione habitat, EAWAG la fissazione di

priorità in base ai vettori di diffusione. SVNF e SVU si augurano un modello decisionale

dinamico flessibile. Per CSCF e Karch è problematico che possano essere classificate in

ordine di priorità solo le specie già note.

Complessivamente 17 attori definiscono importante la collaborazione con i Cantoni (AI,

AR, BE, FR, GE, GR, JU, LU, NE, NW, OW, UR, ZG, ZH nonché KBNL, KOLAS, KVU),

BL auspica un diritto di codecisione cantonale, che tenga conto delle differenze cantonali.

GR, KVU, OW, TG e ZH auspicano una collaborazione con l’AGIN nello sviluppo del

modello decisionale. Vi sono poi altre richieste concernenti gli attori da coinvolgere: per

EAWAG manca la ricerca, per NE, GE e OW gli esperti, per SBV e VSGP l’UFAG e

l’USAV nonché gli ambienti interessati.

Per quanto riguarda il calendario e le tappe principali è stato osservato quanto segue:

AG vorrebbe un calendario più serrato, dal momento che questa misura è importante per

molte altre; SFV tiene che presentare un modello decisionale nel 2017 sia troppo tardi;

VD vorrebbe che la Confederazione classificasse le specie entro la fine del 2016. NW,

KOLAS e ZG auspicano che la Confederazione effettui un monitoraggio delle specie

esotiche invasive che si diffondono in direzione della Svizzera e stimi il potenziale di

danno. InfoFlora vorrebbe un modello decisionale dinamico per la classificazione delle

specie esotiche invasive in base allo schema nonché per la classificazione dei relativi

habitat. Agroscope e INH fanno notare che le misure devono essere finanziabili.

SCNAT, GR, KVU, OW, TG e ZH vorrebbero mettere in risalto altri beni da proteggere, Misura 1.4.2:

analisi delle specie e

ad esempio la salute, l’infrastruttura, il benessere ecc. OW, KVU e ZH vorrebbero men- degli habitat zionare tra i beni da proteggere anche le superfici agricole e gli insediamenti, per GE

andrebbe menzionato anche il pericolo per l’uomo. SCNAT, BL e BS auspicano che si

annoti che i cambiamenti climatici modificano gli habitat e che bisogna derivare nuove

misure o modificare quelle esistenti. SVS propone una fissazione di priorità in base

all’habitat e al potenziale d’invasione delle specie. UR suggerisce di evidenziare la col-

laborazione dei Cantoni. AG propone un calendario più serrato, VD auspica quale

prima tappa, entro la fine del 2016, un rapporto sulle specie esotiche invasive nei biotopi

ed entro fine del 2017 un rapporto sulle altre regioni.

2.3.2 Misure in materia di prevenzione

Per WVS e InfoFlora, in generale si presta troppo poca attenzione alla prevenzione. Osservazioni generali Vogelwarte Sempach e EFBS ritengono che le misure in materia di prevenzione siano in

parte molto modeste. InfoFlora constata che le misure di prevenzione sono quasi tutte

legate a specie esotiche invasive. Occorrono però anche misure per le regioni non ancora

colpite e che devono restare indenni. CSCF e Karch sottolineano che bisognerebbe tener

conto del fatto che le specie esotiche invasive possono essere introdotte anche mediante