Rapporto sui risultati

Consultazione 2016/36: Politica climatica della Svizzera dopo il 2020: approvazione dell'Accordo di Parigi sul clima; collegamento del sistema di scambio di quote di emissioni della Svizzera con quello dell'Unione europea (UE) e revisione totale della legge sul CO2 per il periodo dopo il 2020 · 74 pagine

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Referenz/Aktenzeichen: Q384-0702

Grands-parents pour le climat la ratifica dell’accordo è tanto più importante considerando che Ginevra è la città sede dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC - Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico). BirdLife Svizzera, ACG e altri affermano inoltre che bisogna ratificare il testo il prima possibile.

Quanto alle altre organizzazioni, più dell’80 per cento dei partecipanti (p. es. IG DHS, Unione svizzera dei produttori di verdura (USPV), Isolsuisse, Gruppe der Schweizerischen Gebäudetechnik-Industrie [GSGI - Gruppo dell’industria svizzera per la tecnica degli edifici], Schweizer Käsespezialisten [Fromarte

- Organizzazione Artigiani svizzeri del formaggio]) saluta la ratifica dell’Accordo di Parigi. Quattordici partecipanti, tra cui in particolare la Fondazione svizzera per la cooperazione allo sviluppo (Swissaid), scienceindustries o anche l’Associazione Svizzera d’Assicurazioni (ASA), ritengono ad esempio che un accordo su scala mondiale, con un gran numero di Stati e concernente la riduzione dei gas serra, sia essenziale contro i cambiamenti climatici. Peraltro, 11 organizzazioni (p. es. Helvetas Swiss Intercooperation, Organizzazione di Cooperazione internazionale dei cattolici della Svizzera [Sacrificio Quaresimale]) pensano che la ratifica sia importante per l’immagine della Svizzera, per il suo ruolo nella diplomazia e nell’ONU o anche quale membro dell’UNFCCC. Vari partecipanti (SKS, Associazione Tecnica Svizzera [ATS - Swiss Engineering], Associazione svizzera e del Liechtenstein della tecnica della costruzione [suissetec], Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio [WSL]) affermano che la Svizzera non può permettersi il lusso di tirarsi fuori da questo sviluppo internazionale. Per Swiss Sustainable Finance (SSF) è importante decidere rapidamente sulle condizioni generali allo scopo di integrare risposte per l’industria finanziaria, come permetterebbe una pronta ratifica. Tuttavia, alcuni partecipanti rilasciano commenti più diversificati. La Fédération des Entreprises Romandes (FER) non è contraria alla ratifica, ma non vorrebbe che la Svizzera operi da sola e sottolinea dunque che anche gli altri Paesi devono mantenere i propri impegni. Il Gruppo svizzero per le regioni di montagna (SAB) vorrebbe ratificare l’Accordo soltanto a patto che 55 Stati con il 55 per cento delle emissioni mondiali l’abbiano già ratificato. Da parte sua, Swiss Beef vorrebbe che l’Accordo non penalizzi la produzione alimentare. Peraltro, alcuni partecipanti propendono piuttosto a sfavore della ratifica. La Chambre du commerce, d’industrie et des services de Genève (CCIG) teme che la Svizzera si penalizzi per eccesso di zelo («Swiss Finish»), mentre l’Accordo di Parigi non la obbliga a fare tanto e i Paesi vicini potrebbero decidere di fare meno. Solamente IKLIS, dato il suo scetticismo nei confronti delle problematiche climatiche, rifiuta chiaramente la ratifica.

La ratifica dell’Accordo è anche plebiscitata dalle imprese e dai privati con quasi il 60 per cento di pareri totalmente favorevoli10. Sono dunque una quarantina di partecipanti (p. es. IBB Energie AG, EMS-Chemie Holding AG, Eidgenössische Technische Hochschule Zürich [ETHZ - Politecnico federale di Zurigo], Coop) a rilasciare commenti favorevoli alla ratifica. Werke am Zürichsee AG o anche Clariant Produkte AG ritengono che l’Accordo di Parigi costituisca un’azione importante contro i cambiamenti climatici. Altri (p. es. Gaznat SA o anche Emmi Schweiz AG) rilevano che le risposte ai cambiamenti climatici devono essere date a livello mondiale, come propone l’Accordo di Parigi. Hergiswiler Glas AG (Glasi) o anche Swiss Krono AG affermano che è importante che la Svizzera partecipi allo sviluppo di questo sistema internazionale di riduzione delle emissioni di CO2. Werke am Zürichsee AG e IB Langenthal AG sostengono questo accordo che promuoverebbe l’efficienza energetica, l’utilizzo di energie rinnovabili, l’innovazione tecnologica, l’abbandono progressivo del carbone e l’indipendenza energetica della Svizzera. Hermes Investment Management sottolinea che è nell’interesse dell’economia e degli investitori contrastare con urgenza i cambiamenti climatici. Con maggiori sfumature, una decina di partecipanti, tra cui in particolare Keller AG Ziegeleien o anche Metoxit AG, approvano la ratifica del testo ma temono che ciò metta in pericolo la sopravvivenza dell’industria svizzera. Tre partecipanti sono piuttosto sfavorevoli alla ratifica dell’Accordo di Parigi. Verband Aargauischer Stromversorger (VAS) ed Energie Seeland AG ritengono ad esempio che la quota di emissioni della Svizzera su scala mondiale sia assai esigua. Tuttavia, soltanto tre partecipanti rifiutano totalmente la ratifica. Un privato ritiene che una poli-

10 Occorre notare che la maggioranza dei 40 % rimanenti sono soprattutto critici rispetto agli obiettivi svizzeri proposti nel presente progetto e non nei confronti dell’Accordo di Parigi in sé. 15/74 233.11-00703/00034/00003/Q384-0702