Rapporto sui risultati
Consultazione 2016/36: Politica climatica della Svizzera dopo il 2020: approvazione dell'Accordo di Parigi sul clima; collegamento del sistema di scambio di quote di emissioni della Svizzera con quello dell'Unione europea (UE) e revisione totale della legge sul CO2 per il periodo dopo il 2020 · 74 pagine
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Referenz/Aktenzeichen: Q384-0702
il 55 per cento delle emissioni mondiali9. Vari partiti (PLR, PPD, Giovani Verdi, I Verdi e PVL) sottolineano che un simile accordo su scala mondiale, che riunisce un gran numero di Stati e concerne la riduzione dei gas serra, è essenziale per contrastare i cambiamenti climatici. Anche in questo gruppo molti partecipanti (PS, Giovani Verdi, I Verdi, PPD e PLR) sottolineano che una rapida approvazione dell’Accordo è importante per il ruolo della Svizzera nella diplomazia internazionale e per la salvaguardia delle relazioni economiche. Il PVL rimarca che l’Accordo di Parigi è uno strumento importante al fine di promuovere in tutto il mondo l’efficienza energetica e l’impiego di energie rinnovabili e per accelerare le innovazioni verso una società a basse emissioni di CO2. L’UDC respinge l’approvazione asserendo che non si deve aderire a un accordo così ideologico.
Le associazioni mantello nazionali dell’economia si pronunciano compatte a favore dell’approvazione dell’Accordo di Parigi. Travail.Suisse, organizzazione nazionale della costruzione (costruzionesvizzera), swisscleantech e Swissmem ne sottolineano l’urgenza. Travail.Suisse, Swissmem, economiesuisse e swisscleantech ritengono che un simile accordo a livello mondiale sia un provvedimento fondamentale in materia di politica climatica. Swissmem evidenzia inoltre che per l’economia è importante conoscere rapidamente le condizioni generali di politica climatica per disporre precocemente della maggiore sicurezza possibile a livello di pianificazione. Centre Patronal e USC rilevano come non si debba compromettere l’economia svizzera con obiettivi troppo ambiziosi. Inoltre, swisscleantech rimarca l’incoerenza tra la volontà data dall’Accordo di Parigi di esaminare il grado di raggiungimento degli obiettivi ogni cinque anni e il presente progetto, che prevede di farlo solamente ogni dieci anni per la Svizzera.
Tra gli attori dell’economia energetica, tutti i partecipanti, fatta eccezione per Swissoil, accolgono in modo assai positivo la ratifica dell’Accordo di Parigi. Gruppo E e regioGrid ritengono così che la Svizzera non possa che sostenere una politica climatica condotta dalla comunità internazionale in maniera coordinata e che risponde anche alle preoccupazioni nazionali. Anche Biomasse Suisse (Biomassa Svizzera) e Interessengemeinschaft Energieintensive Branchen (IGEB - Comunità di interessi dei settori ad alta intensità energetica) ritengono che la Svizzera debba partecipare a questo impegno mondiale importante contro i cambiamenti climatici. Energie 360° AG e Associazione professionale svizzera delle pompe di calore (APP) salutano la ratifica dell’Accordo di Parigi poiché trovano che sia importante agire contro i cambiamenti climatici su scala mondiale. In modo più reticente, le associazioni DSV e Verband Effiziente Energie Erzeugung [V3E] non vorrebbero che la Svizzera si impegni troppo fortemente e metta in pericolo la propria economia o il proprio approvvigionamento energetico. Al contrario, Swissoil si oppone alla ratifica dell’Accordo di Parigi, affermando che gli oli minerali sono importanti in molti ambiti, ad esempio nel settore degli edifici, quale sistema di riscaldamento. Swissoil rifiuta anche ogni ostacolo (divieti, contributi ecc.) al libero mercato dell’energia.
Quanto agli attori del settore dei trasporti, tutti i partecipanti vogliono che l’Accordo di Parigi sia ratificato. ATA, PRO VELO Svizzera, Mobilità pedonale Svizzera e CESAR ritengono così che questo accordo sia uno strumento basilare contro i cambiamenti climatici e che la sua ratifica sia importante per l’immagine della Svizzera, per la diplomazia, per il suo statuto di membro dello United Nations Framework Convention on Climate Change (UNFCCC - Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici), per il suo ruolo all’ONU e per le sue relazioni commerciali. Queste quattro organizzazioni vorrebbero anche che l’Accordo sia ratificato al più presto. Aerosuisse ritiene che la Svizzera debba ratificare l’Accordo per essere coinvolta nell’elaborazione della sua attuazione.
Le organizzazioni ambientaliste (p. es. Stiftung Praktischer Umweltschutz [PUSCH - l’ambiente in pratica], Pro Natura, Greenpeace Schweiz, WWF Svizzera) sono tutte favorevoli alla ratifica dell’Accordo di Parigi. I Grands-parents pour le climat o anche l’Associazione consumatrici e consumatori della Svizzera italiana (ACSI) ritengono che l’Accordo di Parigi sia un’azione importante contro i cambiamenti climatici. Iniziativa delle Alpi o anche Kirche und Umwelt (oeku - Chiesa e ambiente) pensano che la ratifica dell’Accordo di Parigi sia importante per l’immagine della Svizzera, per il suo ruolo nella diplomazia e nell’ONU o anche quale membro dell’UNFCCC. Per Association Climat Genève (ACG) e
9 Questo quorum è stato raggiunto il 5 ottobre 2016 con la ratifica dell’UE. 14/74 233.11-00703/00034/00003/Q384-0702